CASSANO MAGNAGO – A Villa Oliva la coppa sembra nel posto giusto, come se l’avesse sempre aspettata. È il simbolo di un percorso che nasce 52 anni fa, nelle palestre del territorio, nei pomeriggi dei ragazzi del vivaio, nella continuità tecnica di un gruppo che ha trasformato un sogno in identità. Lo Scudetto della Proger Cassano Magnago (foto Lucchetti), il primo della sua storia, è diventato realtà una settimana fa in Sardegna. Ieri sera, nella sala consiliare del Comune, è diventato patrimonio della città. Il commento del sindaco Ottaviani: “A nome di tutta la nostra comunità: grazie per le emozioni che ci avete regalato, per averci fatto sognare e per aver scritto una pagina bellissima del nostro sport”
La serata cassanese
La squadra è rientrata da campione d’Italia e ha trovato un’accoglienza che ha il sapore delle grandi occasioni. In una sala consiliare gremita, attraversata da un’emozione che non ha bisogno di essere spiegata Cassano incontra la sua squadra. C’erano i dirigenti, lo staff tecnico, le famiglie, i tifosi, i bambini del vivaio che guardavano i loro idoli con gli occhi di chi vede il futuro. E poi c’è lei, la coppa dei vincitori, portata con orgoglio dai giocatori, e c’era la consapevolezza che questo Scudetto è il risultato di un progetto costruito con competenza, programmazione e una cultura del lavoro che ha reso Cassano un modello.
Parola di Sindaco
“È con grandissimo orgoglio e con la fascia tricolore che indosso, a nome di tutta la città, che vi do il benvenuto presso questa sala consiliare, il luogo adatto per far sentire l’abbraccio simbolico di tutta la città ai nostri eroi che hanno conquistato il titolo di Campione d’Italia. Si tratta di una vittoria oltre che meritata, soprattutto storica. Oggi celebriamo qualcosa che trascende il risultato sportivo: il trionfo di una comunità intera che ha fatto il tifo per voi, partita dopo partita. Non è solo il talento atletico a portarvi al tricolore, sono stati unità di intenti e sacrifici, il vero spirito di squadra. Avete portato in alto il nome della nostra città, diventando un esempio per i nostri giovani. Dietro a questi ragazzi c’è una macchina organizzativa e un progetto sportivo fatto di competenza e programmazione. Sappiamo quanto sia fondamentale continuare a investire nello sport e nelle nostre strutture, per permettere a sempre più ragazzi di avvicinarsi a questa disciplina e di avere spazi adeguati a crescere».
L’abbraccio della città
Poi la festa è esplosa davvero. Autografi, selfie, abbracci, la coppa che passava di mano in mano, i bambini che la toccavano come si tocca un talismano. La squadra ha ringraziato l’amministrazione per aver voluto condividere con tutta la città questo momento storico. È stato il gesto che ha chiuso il cerchio: la vittoria nata sul campo è tornata dove tutto è iniziato, tra la sua gente. Cassano Magnago ha celebrato i suoi campioni, ma soprattutto ha celebrato se stessa. Perché questo Scudetto non appartiene solo a chi lo ha vinto: appartiene a una comunità che ha creduto, ha sostenuto, ha spinto, ha sognato. E che ora, guardando quella coppa a Villa Oliva, sa che questa pagina non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova storia.
La Pallamano Cassano scrive la storia: lo scudetto è amaranto
