MILANO – Due giovani di origini egiziane, rispettivamente di 16 e 18 anni, sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di aver messo a segno diversi furti con strappo in stazione a Novate Milanese (Milano). L’operazione, scattata lo scorso 15 giugno a Bollate, ha dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale per i Minorenni di Milano, che ha disposto la permanenza in casa per il minorenne e l’obbligo di dimora nella fascia oraria serale e notturna per il maggiorenne.
La tecnica della sigaretta nei pressi della stazione
Il provvedimento restrittivo giunge al termine di una mirata attività investigativa condotta dai militari dell’Arma, che ha permesso di fare luce su due distinti episodi di cronaca avvenuti nella scorsa primavera nei pressi dello scalo ferroviario di Novate. Il primo colpo era stato messo a segno il 13 aprile ai danni di un ragazzo di 23 anni, mentre il secondo risale al 23 aprile, quando a essere presa di mira era stata una donna di 61 anni.
La dinamica accertata dagli inquirenti era identica in entrambi i casi: i due giovani si avvicinavano alle vittime designate con il pretesto di chiedere una sigaretta. Non appena i passanti si avvicinavano per porgerla, i complici entravano in azione aggredendo le vittime, strappando con violenza le catenine in oro che portavano al collo per poi dileguarsi a piedi.
L’incrocio tra telecamere e profili social
La svolta nelle indagini è arrivata grazie all’analisi dettagliata dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza dello scalo ferroviario e delle aree urbane adiacenti. I carabinieri sono riusciti a isolare i fotogrammi contenenti i volti e l’abbigliamento dei presunti autori dei furti durante le fasi dell’avvicinamento e della fuga.
I militari hanno poi setacciato i principali social network alla ricerca di profili compatibili con le caratteristiche fisiche dei sospettati. Così hanno individuato sui profili dei due giovani alcune immagini recenti che li ritraevano con gli stessi identici indumenti indossati durante gli assalti di aprile. Questo elemento di prova, unito ai riconoscimenti e alle testimonianze raccolte, ha consolidato il quadro indiziario.
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