Induno, il padre di Ambrosino al Gip: «Me l’hanno massacrato davanti agli occhi»

VARESEGennaro Ambrosino, 65 anni, oggi, mercoledì 15 aprile, ha risposto per circa due ore al Gip del tribunale di Varese Marcello Buffa in sede di convalida dopo l’arresto nella serata di lunedì 13 aprile con l’accusa di rissa. L’uomo, assistito dall’avvocato Paolo Bossi, ha ripercorso i drammatici momenti della notte tra venerdì e sabato quando il figlio Enzo, 30 anni, è stato ucciso davanti al portone di casa in via Porro a Induno Olona.

Massacrato mentre era a terra

Ambrosino «ha spiegato di sapere di nessun appuntamento quella notte per un regolamento di conti – dice l’avvocato Bossi – è intervenuto solo per difendere il figlio». Il 65enne ha detto di essersi trovato davanti a sei persone, tutte armate, che stavano aggredendo il 30enne Enzo con violenza. «Il mio assistito ha cercato di intervenire per salvarlo senza riuscirci – l’uomo è stato ferito in seguito all’gressione – Ha spiegato di aver visto che gli aggressori continuavano a picchiarlo anche quando il ragazzo era ormai a terra nel sangue».

Non ho visto chi lo ha colpito

Ambrosino ha anche dichiarato di non aver visto chi ha colpito il 30enne, ucciso da almeno un fendente di coltello al petto. Per il suo omicidio già nella serata di sabato i carabinieri della compagnia e del nucleo investigativo di Varese hanno fermato Gesuino Corona, 50 anni, residente a Varese. Il padre della vittima ha quindi negato di essere al corrente di pregressi dissidi tra il figlio e i Corona. L’uomo, in carcere, non si dà pace «trova inaccettabile che il figlio sia morto per poche centinaia di euro. Non si capacita di una simile violenza. Di certo il mio assistito, e lo ha chiarito oggi, non ha nessun intento vendicativo. Tutto ciò che vuole, in questo momento, è poter affrontare l’impareggiabile dolore della perdita di un figlio con il conforto della famiglia». Il legale ha chiesto la revoca del carcere e in subordine i domiciliari «umanamente è straziante che un padre debba fronteggiare un lutto del genere ristretto in carcere».

Dimitri Corona in silenzio dal Gip

Nel pomeriggio è stato sentito anche Dimitri Corona, 27 anni, figlio di Gesuino, arrestato anche lui per rissa. Il giovane, assistito dall’avvocato Domenico Margariti si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nella ricostruzione degli inquirenti Dimitri aveva un debito di circa 250 euro con Ambrosino figlio. Venerdì mattina, meno di 24 ore prima dell’omicidio, tra i due ci sarebbe stato un violento litigio e Corona figlio sarebbe stato ferito da una coltellata. Quell’episodio avrebbe portato alla spedizione punitiva a Induno Olona. Con Corona padre arrivato in moto, mentre il figlio Dimitri, con il fratello, indagato per rissa, due giovani italiani di etnia Sinti – a loro volta indagati – e una sesta persona avrebbero raggiunto via Porro in auto. Il 30enne sarebbe stato aggredito davanti a casa con mazze ferrate e coltelli – alcune delle armi sono state trovate poi dai carabinieri – con il padre intervenuto per difenderlo rimasto a sua volta ferito.

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