VARESE – Due giornate di confronto internazionale dedicate al rapporto tra memoria, spazio pubblico e parità di genere. Lunedì 22 giugno a Varese e martedì 23 giugno a Como l’Università dell’Insubria promuove il convegno scientifico internazionale “Per una toponomastica inclusiva. Dialoghi internazionali sui risultati della ricerca L’odonomastica femminile nelle province dell’Insubria“, che si svolge nell’ambito di un progetto di ricerca che coinvolge tre dipartimenti dell’ateneo: il Dipartimento di Scienze teoriche e applicate, il Dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio e il Dipartimento di Diritto, economia e culture, in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale e l’Università della Svizzera italiana.
Progetto transfrontaliero
L’iniziativa, patrocinata dalla Comunità di Lavoro Regio Insubrica, rappresenta il momento culminante di una ricerca che ha analizzato la presenza femminile nella denominazione delle strade delle province dell’area insubrica, un territorio che comprende le province di Como e Varese e il Canton Ticino. Il progetto è stato sostenuto da numerose istituzioni impegnate nella promozione delle pari opportunità, tra cui le Province di Como e Varese e il Canton Ticino. Il tema affrontato dal convegno è particolarmente attuale. Da alcuni anni la toponomastica, cioè l’insieme dei nomi attribuiti ai luoghi, e in particolare l’odonomastica, che studia i nomi di strade, piazze e spazi pubblici, sono diventate oggetto di importanti ricerche scientifiche. Questi studi hanno dimostrato che le intitolazioni non rappresentano semplici strumenti di orientamento urbano, ma costituiscono un potente mezzo attraverso il quale una comunità costruisce, trasmette e seleziona la propria memoria collettiva. «Gli odonimi – i nomi delle strade – sono stati oggetto di nuove ricerche scientifiche che ne hanno chiarito il fondamentale valore socio-culturale, in termini di pedagogia pubblica, e quello altrettanto strategico di natura geopolitica, in termini di costruzione delle memorie collettive», spiegano Giuseppe Muti e Valeria Pecorelli che coordinano il progetto.
Pochi nomi femminili
La ricerca mostra come le targhe che si incontrano quotidianamente nelle città contribuiscano a definire chi merita di essere ricordato e quali vicende debbano entrare nel patrimonio condiviso della comunità. «Lo spazio urbano e le strade che lo caratterizzano sono una vera e propria arena memoriale nella quale si confrontano e si scontrano diverse narrazioni della società – sottolineano Muti e Pecorelli – si scelgono quali memorie devono essere pubblicamente ricordate e quali, invece, devono essere marginalizzate o rimosse». Proprio da questa prospettiva nasce la ricerca dedicata all’odonomastica femminile nelle province dell’Insubria. Attraverso metodologie tradizionali di analisi territoriale e storica e grazie all’impiego di avanzati strumenti di Intelligenza artificiale, il gruppo di ricerca ha potuto mappare e quantificare la presenza delle donne nella memoria pubblica locale. I risultati evidenziano un forte squilibrio tra figure maschili e femminili nelle intitolazioni degli spazi urbani.
Un fenomeno che continua
«La predominanza di odonimi maschili non è un residuo del passato, ma un fenomeno tuttora in atto, espressione di rapporti sociali e di potere sbilanciati ma solidi – osserva Valeria Pecorelli – le donne restano in larga misura assenti dalle mappe cittadine, dalle correlate memorie collettive e dunque dalle prospettive di un futuro più equo e inclusivo». L’obiettivo del convegno è quindi quello di favorire un confronto multidisciplinare e transfrontaliero su questi temi, mettendo in dialogo studiosi, amministratori pubblici, istituzioni, associazioni e cittadini. Nel corso delle due giornate verranno presentati i risultati della ricerca e saranno discussi esempi, buone pratiche e possibili strategie per rendere più inclusiva la rappresentazione della società nello spazio pubblico. «Attraverso lo studio dei nomi delle strade, il progetto offre una chiave di lettura originale delle trasformazioni culturali e sociali del territorio insubrico – concludono Giuseppe Muti e Valeria Pecorelli – le due giornate di lavoro intendono contribuire a una riflessione condivisa sul ruolo della memoria pubblica nella costruzione di comunità più inclusive, capaci di riconoscere e valorizzare la pluralità delle figure che hanno contribuito alla storia e allo sviluppo dei territori». A questo link il programma completo della due giorni di convegno.
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