Inter-Juve: errori, minacce e gogna mediatica

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Bastoni, Kalulu e la simulazione che sarà

Un putiferio che non accenna a calmarsi. Inter-Juve, come quasi sempre accade, si porta dietro un lungo strascico di rancori e di polemiche. Il pretesto è noto: Bastoni, verso la fine del primo tempo, simula e cade come se lo avesse travolto un Frecciarossa; l’arbitro La Penna ci casca, tira fuori il cartellino giallo ed ammonisce Kalulu. Siccome è il secondo giallo il bianconero viene espulso senza che il Var, da regolamento, possa intervenire. Bastoni ci mette il carico e, in trance, esulta come se avesse segnato. I dirigenti bianconeri già nel tunnel degli spogliatoi si scatenano come bulli di periferia contro il direttore di gara: insulti, minacce, intimidazioni. Lo stesso succede poi nella tribuna “perbene”, quella della “gente che conta” in una specie di tutti contro tutti. Maranza in giacca e cravatta. 

Il giorno dopo Bastoni viene massacrato dai media e sui social. Social su cui in tanti si scatenano anche contro la moglie. Così, in segno di civiltà. Qualcuno, non pochi, chiedono che il difensore venga punito. Che sia lasciato fuori dalla Nazionale. Il gesto visto a San Siro è diseducativo. 

Chi simula è spregevole. Possiamo dire anche che simulare in fondo è truffare. Possiamo aggiungere che per vestire la maglia azzurra servirebbero anche, e come cosa non secondaria, valori morali elevati. Ma allora qualcosa andrebbe rivisto nel profondo e non di pancia. In Nazionale in tempi recenti sono stati chiamati Fagioli e Tonali ancora freschi di un infamante squalifica per scommesse. E Buffon come capo delegazione? Qualche “intoppo” l’ha avuto anche lui. O no? E con i protagonisti della gazzarra del tunnel cosa facciamo? Dove non li convochiamo?

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato, su Instagram, Roberto Saviano. Sì, quello di Gomorra. Giornalista e scrittore, napoletano e – cosa non secondaria – tifoso del Napoli. Esperto di camorra e di mafie, Saviano entra in tackle anche nel calcio. Pubblica una foto di Marotta e, tra le altre cose, nel post scrive: “Finché questo uomo avrà un ruolo nel calcio italiano tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati…”. In pratica dà del camorrista, o del mafioso, al presidente nerazzurro. Poi un’altra pennellata: “Il campionato italiano oggi è falsato e se l’inter lo vincesse non varrebbe nulla…”. Parole gravissime al momento non supportate da prove. Un modo da operare da influencer, neanche tanto scaltro, più che da grande giornalista. Saviano ha a disposizione giornali e televisioni, palcoscenici ben più importanti che un account Instagram. Ora deve tirar fuori le prove, viceversa non sarebbe difficile ipotizzare la diffamazione. 

E Marotta cosa dice? Su Saviano è oltre il vago: “Non so chi sia. Se ne occuperanno gli avvocati”. E su quello che è successo in campo? “C’è stata una presa di posizione mediatica veramente smisurata. Bastoni è stato oggetto di una gogna mediatica. Hanno messo in dubbio la sua convocazione in Nazionale, è veramente ingiusto”. Se ne può discutere. Poi, sempre riferito alla simulazione di Bastoni:  È un fatto deprecabile ma ordinario, non straordinario”. E questo, anche se vero, è inaccettabile. Le simulazioni, ribadisco, sono una truffa. E una truffa non può essere “l’ordinario”. Si può discutere sulla preparazione degli arbitri, se serva il professionismo, se le regole vadano cambiate, se l’uso del Var è adeguato o meno. Ma per chi bara, nello sport, non ci deve essere spazio. Per chi cerca un vantaggio illecito, che sia doping, simulazione, corruzione o altro, non deve esserci più via di scampo. Poi Inter-Juve rimarrà sempre il derby d’Italia. Le polemiche nel calcio non finiranno mai lo stesso. Ma si potrà anche pensare con convinzione che per vincere bisogna essere migliori dell’avversario. Non più furbastro. Che prevalga la qualità, il coraggio, la forza. Non chi fa la “ladrata” migliore. 

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