SAN VITTORE OLONA – Su quanto successo all’ultimo consiglio comunale del 26 febbraio e sulle osservazioni del sindaco e della sua maggioranza a mezzo del consigliere Giavatto – che cortesemente rimandiamo tutte al mittente – si sono già ben espressi i colleghi della minoranza. Inutile aggiungere altro. Sulla mozione relativa alla discarica dell’ex Polo Baraggia (a Cerro Maggiore, ndr) invece è bene dire le cose come stanno, anche in base al regolamento del consiglio comunale.
La mozione è stata regolarmente protocollata ed è stata inserita all’ordine del giorno del Consiglio del 26 febbraio scorso. Se fosse stata davvero “tardiva” come asserito, in base al regolamento non sarebbe mai comparsa fra i punti da discutere, sui quali il sindaco, che presiede anche il consiglio, ha oltretutto discrezionalità. In aula, infatti, non è stato sollevato un vizio formale ma è stata messa ai voti una questione sospensiva – presentata dal consigliere Giavatto per la maggioranza – senza dare il tempo di intervenire neppure al gruppo presentatore della stessa. E la maggioranza ha scelto di approvarla senza se e senza ma. Dunque, non un problema tecnico, ma una decisione politica: non discutere ora.
Dalla maggioranza via libera di fatto
La sospensiva è uno strumento previsto dal regolamento, certo, ma usarla per rinviare una mozione su un tema così rilevante per la comunità come la discarica del Polo Baraggia, già oggetto di attenzione pubblica e di approfondimenti giornalistici (e sulla quale lo stesso sindaco Zerboni, al termine della commissione del 20 novembre scorso, aveva proposto alle minoranze una mozione condivisa che prevedesse per il nostro comune la richiesta di “benefici/ristori per i disagi e le criticità a carico della viabilità cittadina e della qualità dell’aria determinati dalla presenza del Polo Baraggia”, dichiarazione riportata dal verbale di commissione), ha un che di grottesco e dimostra che questa maggioranza non riesce a fare pace neppure con sé stessa. In quella stessa sede, sempre il sindaco aveva lamentato altresì il mancato invito al Comune di San Vittore a partecipare alla Conferenza dei servizi sull’argomento.
I documenti protocollati e pubblicati all’albo pretorio del Comune di Cerro Maggiore però attestano il contrario: il nostro comune è rimasto assente dalla Conferenza (non ci è dato saperne il motivo) e tale assenza unita alla mancanza di osservazioni entro i termini di legge costituiscono un parere positivo a tutta l’operazione, alla faccia della tutela degli interessi della cittadinanza sanvittorese. Motivi questi per i quali la lista Civicamente, visto l’immobilismo del sindaco, ha presentato la mozione in questione. Non discuterla adducendo la necessità di approfondimenti e lamentando il poco tempo avuto (!) significa scegliere volontariamente di sottrarsi al confronto nel momento in cui sarebbe stato doveroso affrontarlo e costituisce un alibi per cercare di cavare dall’imbarazzo il sindaco Zerboni. Inoltre, dimostra la grande presa in giro nei confronti della minoranza e di tutta la cittadinanza.
Che cosa dice la legge
L’art. 43 del D.Lgs. 267/2000, il Testo unico sugli Enti locali, tutela il diritto di iniziativa dei consiglieri comunali. Quel diritto non è un favore concesso dalla maggioranza, ma una prerogativa istituzionale posta a garanzia del pluralismo e del controllo democratico. Il Consiglio non è un organo di ratifica e neppure il luogo dove si filtrano i temi “comodi” e si rinviano quelli scomodi, è il cuore del dibattito democratico della nostra comunità. Le regole valgono per tutti. E quando si interpretano, lo si deve fare in modo coerente e non a convenienza del momento. Se la maggioranza riteneva necessario un approfondimento, poteva dirlo apertamente spiegando tempi e modalità. Invece ha scelto di votare un rinvio senza indicare un percorso chiaro. Questo alimenta una percezione che non giova a nessuno: quella di un confronto evitato.
La discarica del Polo Baraggia non è un tema secondario, riguarda ambiente, salute, territorio e futuro della nostra comunità. Su questioni così, il silenzio o il rinvio non sono mai neutri. Noi continueremo a chiedere che se ne discuta in modo trasparente, pubblico e documentato. Perché la forza delle istituzioni non sta nel rinviare i problemi, ma nell’affrontarli con coerenza e alla luce del sole.
Ci permettiamo da ultimo di consigliare a Giavatto e all’intera maggioranza un corso accelerato e intensivo su Tuel e regolamento del consiglio perché le cantonate cominciano a diventare tante… Mozioni, interrogazioni e ordini del giorno sono atti di indirizzo politico o di controllo, non provvedimenti amministrativi. Per questo normalmente non sono soggetti ai pareri di regolarità tecnica e di legittimità dell’art. 49 Tuel. Servirebbe anche un ripasso accurato sul ruolo delle commissioni (sindaco, presentare gli argomenti in commissione non esime dal farlo anche in Consiglio, almeno per rispetto dei cittadini presenti se non per i consiglieri) e sullo svolgimento dei lavori del Consiglio. Trentadue minuti di Consiglio in totale: appello, votazioni in batteria e tutti a casa nonostante un ordine del giorno bello tosto! Dura di più e ha più dignità democratica una assemblea di condominio.
Io Partecipo-Daniela Colombo Sindaco
«A San Vittore Olona c’è chi è in campagna elettorale permanente»
