BUSTO ARSIZIO – «Nei prossimi giorni denuncerò gli autori delle gravi minacce ricevute». Ad annunciarlo è Isabella Tovaglieri, l’eurodeputata della Lega finita nel mirino dei sostenitori del regime degli Ayatollah dopo aver stracciato la fotografia del capo supremo della Repubblica Islamica Iraniana Ali Khamenei con un gesto plateale nell’emiciclo del Parlamento Europeo di Strasburgo. «Il fatto che il mio intervento sia stato ascoltato e condiviso da migliaia di iraniani in tutto il mondo mi dà la forza di continuare a sostenere questo popolo, gli esuli e i dissidenti, che rischiano ogni giorno la vita per un futuro di democrazia e diritti».
«La sinistra? Complice»
«La mia solidarietà verso il popolo iraniano che lotta per la libertà non si ferma, nonostante i pesanti insulti e le minacce di morte che ho ricevuto sui social e alla mail istituzionale del Parlamento europeo, dopo il mio intervento nell’aula di Strasburgo durante la sessione plenaria – le dichiarazioni di Isabella Tovaglieri – i progressisti finti paladini dei diritti e l’islam radicale non hanno gradito la mia presa di posizione contro la brutale repressione degli Ayatollah e contro il silenzio complice della sinistra europea, che si è mobilitata per Gaza ma non osa attaccare Teheran, che considera l’ultimo baluardo della lotta antisionista e antiamericana.
Le reazioni leghiste
La segreteria nazionale della Lega Lombarda e la segreteria provinciale della Lega di Varese esprimono la loro «piena solidarietà a Isabella Tovaglieri per le gravi offese e soprattutto per le gravi minacce ricevute dopo le sue ferme prese di posizione al Parlamento Europeo contro il regime iraniano e contro chi nega i diritti civili e la libertà». Il senatore Massimiliano Romeo, segretario regionale della Lega Lombarda, e Andrea Cassani, segretario della Lega Provincia di Varese, si schierano a difesa di Isabella: «Condanniamo con decisione ogni intimidazione rivolta all’onorevole Tovaglieri: la libertà di espressione delle proprie idee e la difesa dei diritti e dei nostri valori non si piegano alle minacce».
Arriva «piena solidarietà» a Isabella Tovaglieri anche dalla sezione della Lega di Busto Arsizio, per voce del segretario cittadino Alessandro Albani. «Ha espresso democraticamente un’opinione e la libertà di parola rimane un principio inderogabile della nostra storia e della nostra cultura. Chi risponde con minacce di violenza si colloca al di fuori dei nostri valori democratici e non può essere tollerato». Il vicesegretario della Lega di Busto Vincenzo Marra aggiunge che «la violenza e le minacce di morte non sono mai tollerabili, contro nessuno. Esprimo la mia piena solidarietà a Isabella Tovaglieri, vittima in queste ore di intimidazioni gravissime che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico. Le minacce di morte non sono “opinioni”. Sono reati. A Isabella va la mia totale solidarietà per gli attacchi vergognosi ricevuti in queste ore. Quanto accaduto supera ogni limite e nulla ha a che fare con la democrazia».
Parole ferme arrivano anche dal segretario cittadino della Lega Lombarda di Saronno, Angelo Veronesi: «80 anni di Repubblica 1946-2026, ma esiste ancora chi minaccia di morte un avversario politico solo perché esprime un concetto diverso dal proprio. È necessario che tutte le forze politiche condannino le minacce di morte contro Isabella Tovaglieri. Isabella ha espresso una legittima opinione in modo democratico presso il Parlamento europeo denunciando gli eccidi di un regime totalitario come quello iraniano. Isabella ha stracciato dimostrativamente una foto di un leader politico e religioso iraniano, il gesto può essere considerato forte, ma questo gesto dimostrativo non giustifica il silenzio o chi forse sostiene che se la sia cercata. Bruciare la bandiera di altri Stati – come si è visto in altre piazze – è forse un gesto meno dimostrativo? Qualcuno ha minacciato di morte chi ha bruciato la bandiera di altri Stati? Forse l’atto di bruciare la bandiera di un altro Stato è carico di altri significati nascosti, poichè questo gesto non fa differenza tra i rappresentanti politici di quello Stato ed i cittadini di quello stesso Stato. Un intero popolo è stato preso di mira a seguito delle colpe che devono ricadere solo sui responsabili politici di certe decisioni. Ora con quale scusa non si prenderanno le parti di Isabella Tovaglieri? Quali accuse di fascismo si può prevedere vengano trovate contro chi straccia la faccia di colui che ha responsabilità politiche di un eccidio di giovani inermi e colpevoli solo di pensarla diversamente dal governo in carica in Iran? Qui serve davvero un richiamo ai valori della Repubblica, 80 anni di libertà di opinione non hanno insegnato niente quando si è sempre sotto il pericolo di chi vuole mettere il bavaglio alle opinioni altrui. Chi vuole insegnare agli altri la democrazia tacciando di fascismo chiunque la pensi in modo differente, giustificando qualsiasi atto violento venga minacciato contro chi non la pensa come lui, di certo non segue i valori della Costituzione e della Repubblica. Piena solidarietà a Isabella Tovaglieri. Viva la Repubblica, voce del verbo vivere».
Tovaglieri che strappa la foto dell’Ayatollah è virale in Iran. E riceve minacce di morte
