La visita oculistica e la strabica sanità

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Nel bel mezzo della bufera politico/mediatica tra governo e magistratura, che riempie le cronache di questi giorni, c’è una notizia, soltanto all’apparenza minore, che ripropone il prioritario e irrisolto tema della sanità. Nulla di eclatante rispetto allo scontro istituzionale in atto, nulla che possa scatenare le ire della premier né allertare giornali e tv; molto rispetto alle necessità reali dei cittadini, quelle che poi contano davvero nella quotidianità di tutti noi.

Alle corte. Nei giorni scorsi Malpensa24 ha raccontato il disagio di un cittadino legnanese che, rivolgendosi all’Asst per un esame oculistico, ha avuto appuntamento a marzo 2027, fra due anni. Inaccettabile? Mica tanto in un contesto, quello sanitario, che è quello che è. Sorprendente invece la soluzione, arrivata all’indomani della denuncia pubblica di questo signore, giustamente indignato per il lungo rinvio temporale della visita richiesta. Appuntamento anticipato al prossimo 7 febbraio, venerdì prossimo. Uno scherzo, ci verrebbe da pensare. Ma neanche rispetto alle contraddizioni di una sanità che riserva eccellenze di cura e poi precipita nel girone infernale delle liste d’attesa e nella cosiddetta malasanità. Anche qui in Lombardia, regione che batte tutte le altre in molti settori, offerta sanitaria compresa. Eppure…

Qual è allora la riflessione che viene spontanea? O l’Asst ha forzato l’agenda delle visite oculistiche, oppure basta alzare la voce per ottenere attenzione e, diciamolo in modo enfatico, giustizia. C’è però da chiedersi se questa sia la prassi: rivolgersi ai giornali, fare rumore, battere i pugni per vedersi riconoscere un diritto o, ancora, per risolvere problemi che altrimenti non riceverebbero considerazione dagli enti pubblici e, peggio, dalle istituzioni. Non ci interessa sapere quale sia stata la molla che ha indotto l’Asst di Legnano ad accorciare i tempi per la visita in questione, riducendo drasticamente l’attesa. Sarebbe però interessante capire quali siano le normali procedure, i meccanismi che posticipano di anni un appuntamento medico e, all’improvviso, dopo l’intervento mediatico, soddisfare la richiesta in poco più di una settimana.

Se la vicenda non fosse diventata di dominio pubblico? Qui sta il punto, che non riguarda soltanto la sanità e l’Asst legnanese, ma l’intero contesto dei servizi e delle questioni collettive. Nel nostro Paese si fa prima a rivolgersi a Striscia la Notizia che non al sindaco di un comune, o all’Urp di un ospedale. Arriva il Gabibbo e la questione, come per magia, viene presa in carico. E’ una modalità oramai consolidata. Se il paziente protagonista della nostra storia non avesse chiesto aiuto a un giornale, sarebbe rimasto con il suo appuntamento fissato per il 2027. E forse sarebbero rimaste inascoltate anche le eventuali proteste inoltrate per le vie di legge, che pure in Italia ci sono, e non da oggi. Ma che sono quasi sempre inapplicate e, vieppiù, sconosciute e farraginose e, anche per questo, inapplicabili.

Sulla sanità il governo e le regioni negli anni hanno annunciato provvedimenti; e se mai li avessero varati, non hanno ancora prodotto effetti. Pleonastico elencare quali siano i guai che penalizzano cure e assistenza: sono noti e purtroppo si ripercuotono sui cittadini e sugli operatori del settore. Un disastro. Per questo sarebbe utile che invece di berciare (con alcune ragioni, per altro) soltanto contro la magistratura, si usassero gli stessi toni per prendere di petto impellenti questioni, senza demandare la loro soluzione al Gabibbo. Ma forse chiediamo troppo: chi conta, quando mai avesse bisogno di una visita oculistica, mica fa la fila. O, bene che vada, mette mano al portafoglio, e paga.

Legnano, visita oculistica fissata nel 2027 anticipata di due anni dopo la protesta

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