di Claudio Ghisalberti
Prima del via è andato a fiutare l’aria che si respira ai bus. Ha visto vecchi amici, qualche ex compagno di squadra (chissà se amico o meno) poi Re Leone Mario Cipollini si rifugiato a casa per non perdersi un attimo della decima tappa del Giro, la crono che partiva dalla sua Lucca e si concludeva a Pisa.
Cipo, ti è piaciuta questa crono sulle strade di casa tua?
“No, la scelta del percorso è stata un errore enorme. Sono state create tutte quelle difficoltà, troppe curve. Si poteva e si doveva andare più dritti per consentire a chi va forte in pianura di guadagnare di più. Un errore enorme che non ha regalato niente da un punto di vista paesaggistico alla città. Il toboga in città è stato brutto, pericoloso e inutile. Hanno fatto vedere le mura delle città, ho capito. Ma qui andava data la priorità all’aspetto tecnico della corsa. Che Lucca sia bella, anzi magnifica, ci sono altri modi per scoprirlo. La cronometro è solo una cosa: pronti, attenti a partire e riuscire a mettersi subito alla velocità più alta che puoi e mantenerla più alta che puoi fino ad arrivare”.
Tra gli uomini di classifica Roglic ha registrato il miglior tempo, Ayuso ha perso 19 secondi, Simon Yates 28, Tiberi 38, Del Toro 1’07”, Ciccone 1’33”, Carapaz 1’37”, Bernal che ha anche caduto 1,43. Che cosa ha detto per gli uomini di classifica questa crono?
“Credo abbia detto quello che bene o male sapevamo già. Ho sentito gli addetti ai lavori dire che Ayuso sarà il nuovo capitano della Uae perché Del Toro ha avuto uno svantaggio enorme della cronometro, quindi si sono delineate in qualche modo le gerarchie della squadra. Non credo che sia così semplice da parte del team riuscire a definire che sia il capitano effettivo. Dobbiamo andare a guardare al passato e credo che Ayuso abbia già dimostrato con il terzo posto della Vuelta di essere già un po’ più solido, che può portare anche delle garanzie per quello che riguarda la classifica. C’è da capire nei prossimi giorni, perché fino ad ora non abbiamo una vera e reale quota della condizione degli atleti, perché fino ad ora non si sono testati, non abbiamo visto degli scontri, se non oggi. Ma anche oggi impari, perché chi ha avuto il bel tempo, chi ha avuto la pioggia, chi è più bravo a fare le curve sul bagnato, chi è meno bravo. Fino ad ora noi, l’effettiva condizione degli atleti, non l’abbiamo vista”.
Se tu fossi il responsabile tecnico della Uae come gestiresti i due talenti?
“Cercherei, prima di tutto, di togliergli da dosso manager, amici, parenti, questo, quello e quell’altro. Tutto quello che potrebbe creare pressioni. Cercherei di fargli capire che sono estremamente giovani ma madre natura gli ha regalato una qualità straordinaria e hanno un ruolo. Sono dei piccoli campioni e hanno delle responsabilità enormi. Cercherei di tranquillizzare il più possibile la situazione perché se non hai la capacità di andare a creare un vero dialogo intimo tra questi due ragazzi, il pericolo è che si accumulino una serie di incomprensioni all’interno della squadra, di parole o cose non dette, di cose che vengono riportate in modo sbagliato. Tanto il ciclismo, ed è una delle cose più belle di questo sport, è che il più forte prima o poi viene fuori. Per cui questa è una condizione secondo me da non valutare adesso ma strada facendo”.
Mario e cosa ne pensi della maglia rosa con il beanie, la cuffia, in testa di finta lana? Anche se il cappello non fa il… monaco, non una grande immagine.
“Tipo gara di sci di fondo anni Ottanta? Sinceramente non capisco l’atteggiamento di Del Toro. Al di là dell’aspetto estetico, perché è un bellissimo ragazzo, non capisco perché è sempre così triste. Comunica la voglia di scappare, di andarsene via prima possibile, quando invece dovrebbe essere un momento in cui quasi toccare il cielo con un dito. Non riesco a capire questi giovani, è abbastanza singolare che abbia un atteggiamento del genere, a mio avviso. Adesso c’è questo modo di interpretare le cose da parte dei giovani, quasi con quell’atteggiamento di menefreghismo, indifferenza. E forse hanno anche ragione, non lo so, però probabilmente siamo vecchi noi, servirebbe un po’ più di rispetto nei confronti della maglia rosa”.
