La zampata di Re Leone sul Giro: «Sarà bellissimo. Duello Ayuso contro Roglic»

di Claudio Ghisalberti

«Sarà un Giro d’Italia ancora più divertente. Non c’è un netto favorito, non ci sarà un dominatore assoluto e questo lo renderà ancora più interessante». Mario Cipollini quando parla della Corsa Rosa si illumina, si accende, parte come un razzo. Super Mario, recordman con 42 successi di tappa, ci guiderà giorno per giorno nell’analisi tattica della tappa, ci aiuterà a capire bene cos’è successo e cosa potrebbe accadere il giorno dopo, chi ha fatto bene e chi ha sbagliato. Non un’intervista canonica, ma una chiacchierata e un confronto tra amici. Appena finita la corsa, a caldo, sarà “La zampata di Re leone“. Da non perdere. 

Mario, domani si parte. Tu che Giro t’aspetti?
«Secondo me ci faranno divertire. Per la maglia rosa sarà Ayuso contro Roglic, la gioventù contro l’esperienza, Uae contro Visma. Senza Pogacar è tutto più interessante e aperto. Bello. Ayuso ha 22 anni ed è forse alla prima grande occasione della sua vita, Roglic – 35 – forse all’ultima o quasi. Poi ci sarà chi potrà inserirsi, chissà. Tre settimane sono lunghe».

Tu chi dici che vincerà?
«Penso che lo sloveno abbia preparato come sa l’appuntamento. Ha corso poco finora, solo 12 giorni vincendo il Catalogna dove c’erano tutti i grandi che ci saranno qui. Sarò al top. Del resto quattro Vuelta e un Giro non si vincono per caso. Il suo problema sono le cadute. Troppo spesso è in mezzo. Se le evita io dico che vince lui. Anche la sua Visma credo sia preparata al meglio». 

In effetti i pronostici da Durazzo danno tutti Roglic favorito. Mario io però credo di più in Ayuso e non per fare il bastian contrario. Te lo spiego: lo spagnolo lo scorso anno ha fatto casino al Tour perché lui non si sente inferiore a Pogacar, quindi non ha voluto fargli da gregario. Si sente super. Certo, alla sua età non può avere il palmares di un veterano, ma qui si gioca davvero tantissimo. E tutti nella Uae volano.
«Osservazione corretta. Ma alla fine contano le gambe. Se uno sponsor come Red Bull, abituato a un mondo ultra evoluto come quello della Formula 1, punta su Roglic c’è da credergli. Roglic è vero che non è più giovanissimo, ma ha ancora quella condizione, anche psichica, per fare il colpo». 

Gli italiani come li vedi?
«Tiberi è il più solido anche se la Baharain non so come mai ma è un’altra squadra rispetto a qualche anno fa. Ciccone è andato forte in primavera, ma alla vigilia è già stato tante volte in questa condizione. Ci sono state tante aspettative ma nessun grande expolit. Si ha indossato la maglia gialla per qualche giorno al Tour, ha vinto la maglia a pois e quella azzurra al Giro ma per la generale non è mai stato davvero in lotta». 

Vero, ha preso parte ha 13 grandi giri: 5 non li ha finiti, negli altri 8 come miglior risultato ha l’11° posto lo scorso anno al Tour. Va bene le sorprese, però…
«Chissà che per lui con la maturità le cose cambino. Tanti parlano bene di Piganzoli ma sinceramente non lo conosco. Certo sarebbe bello che un giovane si facesse davvero vedere. Non vincendo una tappa ma a un’ora di ritardo in classifica, ma stando lì con i primi». 

Mario sono un po’ sconcertato da un fatto. In questi giorni Nibali ha dichiarato che è stato battuto da dopati; Simoni che ha corso contro gente non normale che quell’epoca, nella quale però ha vinto due Giri, era marcia; Cunego che il doping gli ha tolto 50 vittorie. In pratica, io vinco perché sono bravo e se perdo è perché gli altri imbrogliano.
«Claudio lascia perdere. Sono discorsi che mi fanno andare in bestia. C’è gente che dovrebbe solo vergognarsi invece di parlare. Godiamoci questo Giro dai».

re leone giro – MALPENSA 2 4
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