In tutto il mondo è noto ormai come “il lago di Christo”, da quando, nell’estate 2016, il celeberrimo artista l’ha scelto per la sua l’installazione “The Floating Piers”: una passerella lunga 3 km, in grado di unire in larghezza le due sponde del lago, grazie 200 mila cubi di polietilene ricoperti di tessuto giallo dalia, che per due settimane ha collegato la cittadina di Sulzano con Monte Isola e l’isoletta di San Paolo. Le immagini hanno fanno il giro del mondo e il lago d’Iseo ha avuto la sua meritata fama. Il lago d’Iseo, ovvero il Sebino, è un mondo a sé, tra i più affascinanti e romantici per la mutevolezza del suo paesaggio, per l’anfiteatro dei monti, per Monte Isola che ne spezza la liquida continuità e s’innalza verdissima sulle acque.

Una delle escursioni più spettacolari e panoramiche si snoda nella Riserva Naturale delle Piramidi di Zone: questi maestosi pinnacoli sormontati da un macigno sono le piramidi di erosione più imponenti d’Europa. Per chi ama il camminar lento, l’antichissimo tracciato della Via Valeriana conduce alla scoperta di inaspettati tesori storico-artistici e scenari unici. Agli appassionati delle due ruote, sono assicurate pedalate indimenticabili sul tratto lacustre della Ciclovia dell’Oglio: particolarmente scenografico il tratto fra Vello e Toline.
Info: www.visitbrescia.it

La profondità del lago d’Iseo è vertiginosa: raggiunge i 251 metri e nelle sue acque riposa anche il vino. L’idea è venuta ad Alex Belingheri, imprenditore bresciano di Agricola Vallecamonica che cala le bottiglie di spumante nelle profondità lacuali. Si trattava, all’inizio, di una banale economia di spazio. Il luogo naturale più simile alle condizioni presenti nelle cantine dove si stocca lo spumante è al buio, nell’acqua. E c’era il Sebino a pochi chilometri dalla cantina, con la presenza del remouage naturale a cura delle onde e la pressione costante dei -30 sotto il pelo dell’acqua. Poi ci si accorse che, dopo una prolungata presenza nel lago, il vino assumeva particolari caratteristiche come bollicine sottili e continue, nel colore si accentuavano i tratti delicati e i profumi si consolidavano. Correva il 2011 quando le bottiglie di Nautilus furono calate la prima volta: quest’anno è il 12° anniversario. A distanza di quasi 5 lustri ogni calata è governata da termini come biodiversità, sfida e innovazione. I vigneti da cui si ottiene l’uva in località Ruk a Cividate Camuno (la capitale dei Romani in Vallecamonica) hanno infatti senz’altro origine locale ma in alcuni casi se ne disconosce l’identità. Sono infatti tanto anziani da non essere collocati in nessuna delle famiglie oggi note. Il vino calato, spumante metodo classico millesimato (cioè di vendemmia di una sola annata) vanta 55 mesi di età sui lieviti, di cui 48 nelle profondità del Sebino, senza aggiunta di zuccheri. Dal 15 giugno 2024 “dormono” nel lago 5770 bottiglie di Nautilus CruStorico Millesimo 2023, 151 Magnum, 15 Jeroboam. Saranno recuperate dopo 5 anni di sano riposo. L’abbinamento suggerito è con i piatti locali come il pesce d’acqua dolce, come la tinca al forno con polenta, il salame tagliato a punta di coltello (come si fa a Monte Isola) o un buon Silter DOP non troppo stagionato (un formaggio esclusivamente bresciano). Con l’autunno l’atmosfera del lago è ancora più intima: camminare sulle sue sponde, immergersi nella pace dei colori autunnali, sentire nel palato le bollicine del Nautilus CruStorico Millesimo 2019 (dopo 5 anni ha rivisto la luce del sole il 15 giugno 2024), assaporare i piatti tipici di questo magico territorio diventa un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.
Info: www.vinivallecamonica.com
