Azienda So.Le. tra nuovi bisogni e welfare territoriale. Presentato il bilancio sociale 2025

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LEGNANO – A pochi giorni dalla conferma del consiglio di amministrazione, Azienda So.Le. ha presentato oggi, mercoledì 29 aprile, il bilancio sociale 2025, che conferma «un modello di azienda sociale sostenibile, capace di trasformare il valore generato in investimenti concreti nei servizi e nel rafforzamento del welfare territoriale». I dati forniti dalla stessa Azienda ne confermano la dimensione e la capacità operativa: 16,1 milioni di euro di valore della produzione (+36% nel triennio), 172 dipendenti e collaboratori, oltre 500 operatori del Terzo Settore coinvolti, 27 servizi attivi e più di 8.100 beneficiari su un territorio di oltre 259.000 abitanti.

Numeri in crescita

Il bilancio sociale 2025 conferma la crescita sul piano economico: le risorse non comunali (frutto della capacità di progettazione innovativa e di foundraising) rappresentano oggi il 42% del totale, mentre i costi di funzionamento si attestano al 5,5% del fatturato; si rafforza inoltre la capacità di attrarre finanziamenti pubblici e privati.

Sul fronte dei servizi, i Comuni soci esprimono un livello medio di soddisfazione pari a 4,2 su 5, mentre i beneficiari si mantengono stabilmente sopra il 4 su 5, con punte di 4,7 negli asili nido e 4,6 nel servizio affidi.

I servizi attivi

Azienda So.Le. gestisce oggi una rete ampia e articolata di interventi. Nell’area infanzia e scuola si registrano: +34 posti nido dal 2023 (e nel 2026 diventeranno +150); 1.137 alunni nei servizi scolastici integrativi (pre e post scuola); 960 beneficiari dell’assistenza educativa (+9%) ai quali si aggiungono più di 2.000 minori seguiti con interventi preventivi. Nell’area della fragilità: 977 minori in carico al Servizio Tutela, dei quali solo il 5,6% in comunità educativa e con una permanenza in progressiva riduzione e mediamente sotto i due anni; 11 nuovi affidi familiari attivati (più che raddoppiati dal 2023) e 16 nuove famiglie idonee all’affido (più che triplicate rispetto al 2023); 468 beneficiari dell’assistenza domiciliare anziani (di cui il 22% post dimissioni ospedaliere); 955 persone coinvolte in percorsi di inclusione attiva (+70% rispetto al 2023).

In crescita anche gli interventi abitativi (13 contratti attivati o rinegoziati) e i percorsi di inserimento lavorativo (31 assunzioni). Rilevanti gli investimenti sulle competenze: ogni dipendente ha svolto in media 56 ore di formazione, di cui il 79% non obbligatoria e il 68% finanziata con risorse esterne. Tali investimenti sulla formazione e sulla supervisione, uniti alle politiche retributive e a quelle di sviluppo del benessere aziendale, hanno portato una significativa riduzione del turn-over.

Le sfide dei prossimi anni

Il bilancio delinea con chiarezza anche le principali sfide future. La popolazione dell’Alto Milanese è in progressivo invecchiamento: gli over 65 rappresentano oggi il 22,9% e raggiungeranno il 29,1% entro il 2035. Parallelamente cresce la complessità dei bisogni — quasi una famiglia su tre è seguita da più servizi — e aumenta la pressione su un settore che fatica a reperire e trattenere professionisti qualificati. A queste dinamiche si affiancano l’aumento delle difficoltà di conciliazione tra tempi di vita e lavoro, che rende necessario rafforzare i servizi per la prima infanzia e il supporto alle famiglie, e l’incremento delle vulnerabilità economiche, che richiede un potenziamento delle politiche abitative e degli strumenti di integrazione del reddito.

«In questo contesto – rimarca Azienda So.Le. – guardiamo al futuro con un orientamento strategico chiaro: rafforzare il ruolo di governance territoriale, promuovendo l’integrazione fra Comuni, sistema socio-sanitario e Terzo Settore e consolidando la funzione di ente capofila del Piano di Zona; sviluppare modelli innovativi di welfare, con particolare attenzione all’assistenza agli anziani, alla non autosufficienza e ai servizi per la prima infanzia; ampliare ulteriormente la capacità di attrarre risorse attraverso bandi, partenariati e progettazioni complesse; ancora, investire sul capitale umano, per contrastare la carenza di professionisti e valorizzare le competenze; promuovere la digitalizzazione e l’innovazione organizzativa per migliorare accessibilità, efficacia ed efficienza dei servizi; e potenziare le politiche di prevenzione, in particolare a favore di minori e famiglie

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