LEGNANO – Un’iniziativa di peer education condotta da un gruppo di studenti: è stata organizzata, nell’ambito delle attività di educazione civica, all’Isis Bernocchi di Legnano in occasione della Giornata del rispetto che cade oggi, martedì 20 gennaio. Gli studenti, formati come mediatori, sono entrati nelle classi prime e seconde (nella foto) per promuovere una riflessione sugli atteggiamenti e i comportamenti corretti da adottare nella relazione con gli altri, a partire dal ricordo di Willy Monteiro Duarte.
Istituita dalla Legge n. 70 del 2024, la Giornata ha lo scopo di promuovere una cultura della non violenza e combattere ogni forma discriminazione. Per raggiungere questo obiettivo l’educazione civica ha un ruolo fondamentale, come sottolineato dal ministero dell’istruzione e del merito. Nelle classi, i mediatori hanno presentato un video dedicato a Willy, il giovane ucciso a botte nel 2020 a Colleferro (Roma) per essere intervenuto in difesa di un amico, e hanno parlato della sua storia agli studenti, invitandoli a riflettere anche sul caso di violenza verificatosi di recente alla Spezia, dove un ragazzo ha accoltellato a morte un compagno di scuola.
Comunicazione autentica per risolvere i conflitti
Attraverso un brainstorming, si è cercato di capire insieme che cosa significhi “rispetto”, parola complessa che viene dal latino e significa guardare nuovamente, per riconoscere. Si tratta di un concetto molto ampio, che implica – hanno riassunto i mediatori – «sentimenti e atteggiamenti di riguardo che portano a riconoscere i diritti e la dignità di ciascuno. Rispettare è rendersi conto che ogni persona ha diritto di essere esattamente ciò che sceglie di essere».
Sono stati poi proposti esempi di situazioni di conflitto e mancanza di rispetto e, per gruppi, si è ragionato sulle soluzioni, per scoprire che il filo rosso che percorre e tiene insieme tutte le possibili risposte è la comunicazione: una comunicazione autentica, in cui ciascuno ascolta e si mette nei panni dell’altro. Se il bullismo è la negazione dell’altro, il non riconoscerlo come persona, il rispetto passa attraverso l’ascolto. L’atteggiamento corretto, se si subiscono o si è testimoni di atti di bullismo, è favorire in ogni modo il dialogo, cercando aiuto, nei genitori, negli insegnanti, negli adulti, nei compagni.
I ragazzi più grandi hanno così presentato la mediazione tra pari come pratica che aiuta ad affrontare i conflitti, a elaborarli e trovare possibili soluzioni. Nella mediazione, di fronte a un compagno più grande e imparziale, che favorisce il confronto tra le parti, si può trovare uno spazio in cui diventa possibile quell’ascolto reciproco che porta a rispettarsi e riconoscersi l’un l’altro.
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