Legnano, campo sportivo Gavinelli cardio-protetto grazie al Panathlon La Malpensa

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LEGNANO – Anche il campo sportivo Gavinelli di Legnano nel quartiere di San Paolo è cardio-protetto. Questa mattina, sabato 30 novembre, è stato inaugurato il defibrillatore posizionato da Sessantamilavitedasalvare Altomilanese Odv grazie al Panathlon Club La Malpensa con il contributo di Bcc-Banca di credito cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate (nella foto, il presidente del Club Sergio La Torre e il sindaco Radice).

Per garantire sicurezza e preservare l’integrità del dispositivo, l’apparecchio è stato collocato all’interno del campo: una scelta dettata dai recenti episodi di furto che hanno colpito la città, con sei dispositivi rubati, di cui uno messo in vendita su internet e gli altri ritrovati in condizioni precarie nei prati attorno alla città. «Abbiamo deciso di collocarlo il più vicino possibile al campo di gioco, ma al sicuro, per evitare che diventi vittima di atti vandalici o criminali» ha spiegato La Torre. «La sicurezza – ha ribadito Roberto Scazzosi, presidente della Bcc – è un valore che dobbiamo coltivare insieme e iniziative come questa dimostrano come, unendo le forze, possiamo fare davvero la differenza».

Altro passo del progetto “60 mila vite da salvare”

Il campo sportivo in via Arezzo è intitolato al giornalista scomparso prematuramente e ospita le attività delle squadre giovanili di rugby locali; negli anni è diventato un luogo centrale per la comunità sportiva legnanese. Il presidente del Panathlon Club La Malpensa ha ricordato che l’acquisto del defibrillatore è nato da una richiesta avanzata da Carlo Bandera, presidente dell’Asst-Associazione società sportive legnanesi: «Abbiamo individuato il campo Gavinelli come luogo ideale per questa attrezzatura salvavita e abbiamo provveduto a donarlo alla città. Grazie al contributo della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate – ha aggiunto Sergio La Torre – non solo abbiamo potuto acquistare il defibrillatore, ma anche sostenere borse di studio, come nel caso della Liuc, e l’acquisto di materiali utili alle associazioni sportive».

L’iniziativa fa parte del più ampio progetto “60 mila vite da salvare”, sostenuto dal Panathlon Club Malpensa e nato dall’idea di un gruppo di professionisti sanitari dell’Altomilanese. Il progetto mira a contrastare il fenomeno della morte cardiaca improvvisa attraverso la diffusione della cultura dell’emergenza e della defibrillazione precoce. La sua origine è legata alla tragica scomparsa di Marco Bandera, uno studente di 19 anni che nel 2001 perse la vita durante una partita di calcetto nella palestra dell’istituto superiore Bernocchi di Legnano: da quel drammatico evento è nata la volontà di sensibilizzare e dotare le strutture sportive degli strumenti necessari per salvare vite.

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