LEGNANO – Il sindaco uscente di Legnano Lorenzo Radice (centrosinistra, nella foto sotto oggi pomeriggio durante lo spoglio) è in testa dopo il primo turno delle elezioni amministrative con 10.568 voti, pari al 43,10% (dati definitivi), davanti al candidato del centrodestra Mario Almici, attestato intorno al 39,86% (in cifra assoluta, 9.774 voti). Carolina Toia è sopra al 10% delle preferenze del legnanesi (10,28%, con 2.521 voti), mentre Federico Amadei si ferma al 6,75% (1.655 voti).
Per quanto riguarda le liste, il partito più votato è Fratelli d’Italia (22,58%) davanti al Partito democratico (22,01%), divisi da soli 129 voti. Seguono Insieme per Legnano-Legnano Popolare all’11,55%, la Lista Toia Sindaco (10,68%), Forza Italia (8% tondo), Lega (6,09%), Legnano Ideale (4,44)%, Fare Centro (4,14%), riLegnano 3,74%, Osservatorio Civico (3,32%), Cinque Stelle (1,60%), Avs (0,97%) e Rifondazione comunista (0,88%).

In base a questi risultati, il 7 e 8 giugno i legnanesi sceglieranno al ballottaggio il nuovo sindaco tra Radice e Almici, con quest’ultimo che potrebbe contare sul prezioso serbatoio di voti di Toia, sempre che trovino un accordo se non un apparentamento ufficiale. Sulla carta, se i voti raccolti da Carolina Toia confluissero su Almici, il totale sarebbe più o meno lo stesso di quello ottenuto sommando i voti di Radice ai consensi di Amadei; ma sono tutti calcoli teorici. Uno dei dati di fatto, invece, è il crollo della Lega, quasi doppiata dalla Lista Toia Sindaco che contava sul sostegno del movimento di Vannacci e dei fuoriusciti proprio dal Carroccio. Una tendenza che potrebbe trovare conferma a livello nazionale alle elezioni politiche dell’anno prossimo.
Tornando al futuro sindaco della Città del Guerriero, sei anni fa Radice partì con un netto svantaggio ma poi rimontò e sconfisse proprio Carolina Toia al ballottaggio; quest’anno il sindaco arancione parte in testa, e confida di confermarsi il più votato anche al secondo turno.
«Pronti a governare il cambiamento»
«Siamo primi, siamo cresciuti del 12% rispetto alle scorse Amministrative pari a duemila voti in più nonostante il calo dell’affluenza. Siamo pronti a governare il cambiamento – il commento a caldo di Radice – Ora avanti verso il ballottaggio: la maggior parte dei legnanesi vuole continuare a credere nel cambiamento che stiamo realizzando, vuole guardare avanti per una migliore qualità del territorio» aggiunge il sindaco uscente, che parla di «referendum tra chi vuole proseguire il cambiamento avviato nel 2020 e chi invece lo teme».
«Siamo all’ultimo miglio – si legge in un post della sua coalizione – Per le prossime due settimane abbiamo bisogno di ognuno di voi, delle vostre chiamate, del passaparola, dei messaggi e dei social. Due settimane per fare ancora tanto: parlare con le persone, convincere gli indecisi, portare entusiasmo e partecipazione in ogni quartiere. Grazie a tutte e tutti per l’energia, il sostegno e l’affetto di queste settimane». In effetti, lo scrutinio al Parco Falcone e Borsellino è stato un evento partecipato, con i passanti che si fermavano incuriositi e un gruppo di cittadini via via cresciuto intorno a chi raccoglieva ed elaborava i risultati in tempo reale, con le informazioni che giungevano in diretta dai seggi.
«Ma il traguardo è davanti a noi»
Nessun commento invece dal centrodestra, i cui partiti hanno seguito lo spoglio ciascuno nella propria sede cittadina. Silenzio anche dalla Lista Toia Sindaco e dal Patto Civico. Unico a prendere la parola, in serata, Mario Almici: «Grazie a tutti voi che avete scelto di sostenermi e di credere nel nostro progetto per Legnano – ha scritto in un post sul suo profilo social – Il vostro supporto ci ha portato fin qui, ma c’è ancora un ultimo passo da fare. Ora serve ancora più energia, ancora più partecipazione, ancora più voglia di costruire insieme una città che funzioni davvero. Nei prossimi giorni continueremo a incontrarci, confrontarci e raccontare la nostra idea di città. Perché il futuro di Legnano si decide insieme. Abbiamo fatto tanto. Ma il traguardo è davanti a noi».
Affluenza, -10% rispetto al 2020
Sul risultato potrebbe aver pesato non poco la scarsa affluenza alle urne, appena sopra il 50% in città, dove nel primo turno delle Amministrative ha votato il 51,45% degli oltre 42.000 iscritti al voto, in forte calo rispetto al 2020 quando votò il 61,52%: dieci punti percentuali netti in meno; nel 2017 la percentuale dei votanti fu di poco superiore al 52%.
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