LEGNANO – «Su di noi si può contare. Abbiamo mantenuto 175 promesse delle 190 del programma di sei anni fa. Ora ci rimettiamo al lavoro con il cuore e con il cervello per una proposta nuova, firmando tutti il nostro impegno per la città». Così Lorenzo Radice oggi pomeriggio, venerdì 17 aprile, alla presentazione del programma e della coalizione che lo sosterrà alle elezioni amministrative (nelle foto).
«Troppo spesso la politica non traduce le parole in fatti: da qui il titolo del nostro programma, “Parole che fanno la città” – ha detto Radice all’avvio della campagna elettorale al chiosco del Parco Castello di Legnano – Abbiamo investito 100 milioni di euro in tutta la città: quattro-cinque volte gli investimenti di un quinquennio. C’è chi dice che non ci voleva niente a prendere i soldi del Pnrr, ma ieri all’assemblea nazionale dell’Ali a Bergamo mi sono sentito dire che in altri comuni c’è chi ne ha presi zero. Ma la città non è fatta solo di mattoni, anche di relazioni: per questo in questi anni, insieme con la mia squadra, l’abbiamo fatta crescere facendo sprigionare le capacità di ciascuno, con 6 milioni in più per fare di Legnano anche una città sociale dal welfare alla casa, dalla cultura alle persone fragili».
Centralità alle periferie. E un nuovo centro

Poi lo sguardo si rivolge al futuro, al possibile secondo mandato da qui al 2031. «Ripartiamo dalla città policentrica. Abbiamo portato una nuova centralità nelle periferie, ora ci aspetta una nuova sfida, passare dalla città policentrica alla città dei quartieri. E poi c’è la richiesta, forte, per una città che vive bene, capace di alzare la qualità della vita tutti i giorni: è proprio su questo che si articola il programma, per una Legnano che Vive» laddove “vive”, con la consueta fantasia lessicale, sta per “vitalità, innovazione, velocità, equità”. «Come costruirla? Con il lavoro, unendo cielo e terra. In questi anni abbiamo viaggiato alto, ma non dobbiamo dimenticarci della dimensione della terra, perché la politica si fa in mezzo alla gente, sporcandosi le mani, mettendoci la faccia e le scarpe, andando dalla gente là dove ci sono problemi».
Fra i «sogni» e le «visioni» da rincorrere, Radice cita la Manifattura, le aree Tosi, quelle intorno alla stazione. «Vogliamo trasformare la città con un nuovo centro che va dalla stazione al Sempione. Una Legnano più veloce al suo interno e più connessa con l’esterno, con il Malpensa Express che ferma qui e la ferrovia che diventa una metropolitana con il capoluogo, con treni ogni 10 minuti. Poi un piano casa accessibile; passare dalla “scuola che si fa città” alla scuola che si fa comunità e fare di Legnano una comunità educante per i giovani, dagli smartphone ai comportamenti violenti».
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Due i nodi da sciogliere. «Il Castello: vogliamo finire la sua ristrutturazione e un masterplan per le aree intorno. E il palazzetto dello sport: abbiamo un’idea chiara, occorre uno scarto logico, pensare a un’arena coperta polifunzionale che viva tutto l’anno con concerti fiere eventi convention oltre allo sport, da fare coinvolgendo i privati, come fatto con la piscina, che aprirà dopo l’estate. In questi anni abbiamo messo tutta l’energia che avevamo, penso anche alle cose che avremmo potuto fare meglio, su che cosa siamo stati fortunati e su cosa no. Una sola è certa – ha concluso – Nessuno di noi tirerà mai dietro la gamba, ci impegniamo, tutti in maniera disinteressata, perché abbiamo a cuore la nostra città e i legnanesi. Ci siamo stati, nei momenti di festa come negli incidenti, e le persone ce lo riconoscono. È una questione di metodo. E abbiamo ancora più voglia ed energia di cinque anni fa».
A fianco del sindaco uscente, il segretario cittadino del Pd Giacomo Pigni, i coordinatori di Insieme per Legnano Eligio Bonfrate, Legnano popolare Mario Brambilla, riLegnano Roberto Casero e Fare Centro con Radice Paola Barbazza. Quest’ultima ha annunciato, fra l’altro, la proposta “Legnano Sinc”, cioè «sincronizzata con imprese, sindacati ed enti del terzo settore per progettare e coordinare gli interventi sul territorio».
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