Imprese, Fare Centro con Radice: «No a isolazionismo elettorale di alcuni partiti»

Lorenzo Radice Paola Barbazza

LEGNANOPubblichiamo un intervento della lista civica Fare Centro con Radice, di cui è referente Paola Barbazza (nella foto con il sindaco di Legnano) riguardante il sistema industriale dell’Alto Milanese e la tenuta del sistema produttivo legnanese.

Paola Barbazza, promotrice della lista civica Fare Centro con Radice, lancia la sfida per le prossime elezioni comunali, ponendo al centro la necessità di un’azione amministrativa pragmatica che faccia da scudo alle imprese del territorio contro le derive ideologiche. «L’obiettivo di Fare Centro con Radice – spiega Barbazza – è consolidare la concretezza nell’azione amministrativa locale da contrapporre alla propaganda gridata da alcune partiti politici. Come lista civica siamo consapevoli di non poter incidere sulle dinamiche europee o nazionali, ma abbiamo il dovere morale e politico di impedire che quegli stessi errori vengano commessi a livello locale danneggiando il nostro tessuto economico. In un contesto internazionale dominato dall’incertezza, la politica ha un unico dovere: garantire stabilità e coerenza. Se alla crisi globale aggiungiamo l’imprevedibilità delle norme, condanniamo il nostro territorio al declino. Fare Centro con Radice nasce proprio per rafforzare quel rapporto di fiducia tra istituzioni e imprese che oggi, a causa di logiche ideologiche, rischia di incrinarsi anche a Legnano».

Una filiera della fiducia

Secondo Fare Centro con Radice, la tenuta economica dell’Alto Milanese dipende da una filiera di fiducia che deve essere difesa con i fatti. «Siamo i primi a riconoscere le criticità di un Green Deal europeo spesso punitivo, che come indicato dal Report Draghi va corretto con investimenti e pragmatismo, non con la burocrazia – prosegue la referente cittadina della lista – Tuttavia, è inaccettabile che chi a Legnano si professa paladino del lavoro, poi a Bruxelles voti contro accordi come il Mercosur. Chiudere i canali commerciali verso mercati alternativi significa togliere ossigeno alle nostre imprese, soprattutto della meccanica. Non possiamo permettere che l’isolazionismo elettorale di alcuni partiti diventi un freno per le nostre eccellenze locali».

Sì a forza lavoro straniera integrata

L’analisi della lista civica si sposta poi sulla gestione dell’immigrazione e del lavoro. «Mentre il nostro sistema produttivo soffre per una carenza cronica di personale e la burocrazia centrale blocca i flussi regolari, sentiamo agitare termini inquietanti come “remigration”. È una parola usata per mascherare vecchie ideologie xenofobe che nulla hanno a che fare con i bisogni delle nostre imprese e con i valori della nostra società. Ostacolare la forza lavoro integrata invece di gestire seriamente gli ingressi è un atto di sabotaggio verso l’economia legnanese. A livello locale, il Comune deve continuare a essere l’alleato di chi produce, garantendo risposte certe e tempi rapidi e favorendo un dialogo efficiente con tutti gli altri enti locali coinvolti.

«Invitiamo i cittadini a guardare ai fatti – è la conclusione – L’Alto Milanese merita una rappresentanza coerente che non usi il territorio per fare propaganda, ma che lavori ogni giorno per rendere Legnano un ecosistema virtuoso e competitivo».

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