Elezioni, Almici: «Su Legnano soffia il vento del centrodestra. Ecco le liste»

legnano mario almici

LEGNANO – Il candidato sindaco di Legnano per il centrodestra Mario Almici ha commentato oggi, martedì 24 marzo, l’esito in città del referendum sulla giustizia. Ma, soprattutto, ha ufficializzato le liste che supporteranno la sua corsa a Palazzo Malinverni e che saranno quattro: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, a cui si affiancherà la nuova formazione civica Legnano ideale. Almici avrà inoltre l’appoggio di Noi Moderati e Alternativa Popolare. Spicca invece l’assenza della lista Toia Sindaco.

«Legnano ideale – spiega Almici a proposito dell’unica novità in campo nel suo schieramento – è una lista civica che, condividendo i valori etici e politici fondanti e fondamentali del centrodestra, si apre agli elettori che preferiscono non identificarsi nei singoli partiti. Una scelta auspicata e ragionata che va a rafforzare ulteriormente la coalizione, unita e compatta a sostegno della mia candidatura dal primo minuto».

Rifroma della giustizia, «dalla città un netto sì»

A proposito del referendum di ieri e domenica scorsa, per Almici «vince Legnano e i suoi abitanti, che al pari di tanti cittadini lombardi hanno onorato l’appuntamento elettorale, dimostrando con un sì convinto e maggioritario di essere coraggiosi e fautori del cambiamento, come ha giustamente ricordato stamattina il nostro presidente della Regione Attilio Fontana. Sovrapporre il voto referendario a quello politico è secondo me sbagliato e in fondo irrispettoso anche verso quei cittadini legnanesi che hanno votato no, a maggior ragione in un comune come quello di Legnano che ha vissuto sulla propria pelle i guasti di una giustizia che sbaglia e poi non paga mai per i suoi errori; e mi riferisco volutamente alla caduta della giunta Fratus, con tanto di arresti poi completamente ribaltati in appello a Milano con assoluzione piena degli imputati coinvolti».

«Centrosinistra deluso»

Prosegue il candidato del centrodestra: «Detto ciò, Legnano si conferma una città di centrodestra e, al netto di un referendum comunque ultrapoliticizzato e radicalizzato da parte dell’attuale opposizione in Parlamento, nonostante un sindaco uscente che ogni giorno è in giro con al seguito telecamere e fotografi per immortalare tagli del nastro di faraoniche opere pubbliche, non c’è stata quella valanga di consensi che il centrosinistra locale si aspettava e, probabilmente, già si pregustava in ottica comunale. La partita è apertissima – conclude – e sono fiducioso che questo vento di centrodestra che soffia in città non potrà altro che aumentare e condurci alla vittoria quando annunceremo il nostro modello di città migliore che abbiamo in mente».

Provincia di Milano per il SÌ, capoluogo per il NO nel referendum sulla giustizia

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