Prima Giornata del rispetto, al Bernocchi di Legnano studenti mediatori nelle classi

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LEGNANO – Oggi, lunedì 20 gennaio, si celebra per la prima volta la Giornata del rispetto, istituita per sensibilizzare contro ogni forma di bullismo e discriminazione in memoria di Willy Monteiro Duarte, il giovane che nel 2020 fu ucciso in provincia di Roma per aver difeso un amico in difficoltà. Per l’occasione, all’Isis Bernocchi di Legnano è stata organizzata, nell’ambito delle attività di educazione civica, un’iniziativa di peer education condotta da un gruppo di studenti formati come mediatori (nella foto, alcuni di essi) che sono entrati nelle classi prime e seconde per condurre una riflessione condivisa a partire dalla domanda “Che cos’è il rispetto?”.

Iniziativa per riflettere e contrastare il bullismo

I mediatori hanno spiegato il significato di questa giornata ai compagni più giovani e hanno chiesto loro di elencare tutte le parole associate nella loro mente all’idea di rispetto. Società, diversità, convivenza, relazione, reciprocità, attenzione, ascolto, empatia, lealtà: questi alcuni dei concetti emersi, a partire dai quali si è cercata insieme una definizione di rispetto, parola che viene dal latino e significa “guardare nuovamente” per “riconoscere”. «Un concetto molto ampio – riassumono i mediatori – che implica sentimenti e atteggiamenti di riguardo che portano a riconoscere i diritti e la dignità di ciascuno. Rispettare è rendersi conto che ogni persona ha diritto di essere esattamente ciò che sceglie di essere».

Da qui il ragionamento è passato al bullismo, che consiste proprio nel negare l’altro. Perché il bullismo è un fenomeno che è duro a morire? Tante le spiegazioni, una su tutte: il bullismo si esercita nei confronti di chi non si adegua al gruppo, per paura; paura di chi è diverso e paura di essere a propria volta catalogati come diversi.

Pronti a offrire aiuto e soluzioni

Sono stati poi proposti esempi di situazioni di conflitto e mancanza di rispetto e, per gruppi, si è ragionato sulle soluzioni da proporre, per scoprire che il filo rosso che percorre e tiene insieme tutte le possibili risposte è la comunicazione: una comunicazione autentica, in cui ciascuno ascolta e si mette nei panni dell’altro. L’atteggiamento corretto, se si subiscono o si è testimoni di atti di bullismo, è favorire in ogni modo il dialogo, cercando aiuto nei genitori, negli insegnanti, negli adulti ma anche rivolgendosi ai compagni: una via percorribile a scuola è proprio la mediazione tra pari.

«Noi siamo disponibili ad ascoltarvi, senza giudizio – hanno spiegato i mediatori, formati attraverso un percorso comprensivo di esame finale e attestato, condotto da psicologi ed educatori – Venite da noi, vi possiamo aiutare a risolvere i contrasti, prima che esplodano con conseguenze irrimediabili. Attraverso il confronto di fronte a una persona imparziale, è più facile creare un clima di fiducia in cui aprirsi con l’altro».

Al via l’abbattimento di cento alberi nel parco dell’ex Sanatorio di Legnano

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