LEGNANO – Accessi impropri al pronto soccorso, utilizzato come un “salta fila” per avere un posto letto in reparto. Sul tema risponde il Direttore Generale della Asst Ovest Milanese.
I numeri
Comprendiamo il disagio delle persone che, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso, devono affrontare attese prolungate. Allo stesso tempo, è necessario ricordare che l’ordine di presa in carico non dipende dall’ordine di arrivo, ma dalla priorità clinica attribuita al triage e costantemente rivalutata nel corso dell’attesa.
Il Pronto Soccorso di Legnano registra circa 70 mila accessi all’anno. Nel 2025 sono stati trattati i seguenti codice di priorità. Accessi: Rosso, 1.406; Arancione, 8.235; Azzurro, 13.660; Verde, 40.715; Bianco, 5.129.
Questi dati mostrano un volume assistenziale particolarmente elevato. La presenza contemporanea di più pazienti con codici ad alta priorità richiede l’immediata mobilitazione di medici, infermieri, diagnostica e specialisti, determinando inevitabilmente un allungamento dei tempi per i casi meno urgenti.
Un’attesa prolungata, pur rappresentando un disagio che non deve essere sottovalutato, non equivale quindi a una mancata presa in carico: è spesso la conseguenza della necessità di intervenire prima sui pazienti in condizioni più critiche.
Il Pronto Soccorso di Legnano è un DEA di II livello, nel quale sono disponibili tutte le principali specialità mediche e chirurgiche. Questa funzione determina l’arrivo non soltanto di cittadini del territorio, ma anche di pazienti provenienti da altre aree, che rappresentano oltre il 20% degli accessi complessivi.
Con il Pronto Soccorso collaborano gli specialisti di tutti i reparti ospedalieri, tra cui internisti, cardiologi e neurologi. Per i casi traumatici interviene inoltre il trauma team, composto da ortopedici e dagli altri specialisti richiesti dalle condizioni del paziente. Ogni eventuale ricovero viene attentamente valutato e ponderato sulla base del quadro clinico e delle reali necessità assistenziali. Il Pronto Soccorso non costituisce pertanto una scorciatoia per ottenere un ricovero: l’accesso ai reparti avviene esclusivamente quando esistono appropriate indicazioni cliniche.
L’Asst Ovest Milanese è consapevole che il sovraffollamento non possa essere affrontato soltanto all’interno dell’ospedale. Per questo ha attivato diverse iniziative di prevenzione e presa in carico territoriale, anche in collaborazione con i medici di medicina generale.
In occasione dell’emergenza caldo sono state contattate oltre 5 mila persone fragili o anziane, attivando in circa 200 casi interventi assistenziali specifici. Nel periodo invernale vengono inoltre attivati gli hotspot infettivologici, destinati alla valutazione e al trattamento dei pazienti con sindromi influenzali e respiratorie, contribuendo a evitare accessi al Pronto Soccorso quando non necessari.
Sono in corso anche progetti sperimentali per accompagnare i pazienti più fragili dopo la dimissione dai reparti, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale e limitare i rientri in Pronto Soccorso. Parallelamente, sono stati avviati incontri informativi rivolti alla cittadinanza sul corretto utilizzo dei servizi di emergenza e sulle alternative disponibili per i bisogni sanitari non urgenti.
Le segnalazioni dei cittadini rappresentano un contributo importante e vengono considerate con attenzione. Singoli episodi, soprattutto quando riguardano situazioni cliniche specifiche, devono però essere approfonditi attraverso la documentazione sanitaria e i canali appropriati, nel rispetto della riservatezza delle persone coinvolte. Le testimonianze individuali non possono, da sole, descrivere la complessità di un servizio che ogni giorno gestisce contemporaneamente emergenze, urgenze e bisogni assistenziali molto diversi.
Il sovraffollamento è un fenomeno complesso, influenzato dai grandi volumi, dalla contemporaneità dei casi gravi, dalla funzione sovraterritoriale del presidio, dalla disponibilità di posti letto e dalla capacità dei servizi territoriali di intercettare precocemente i bisogni non urgenti.
L’impegno dell’Asst Ovest Milanese è rivolto sia al miglioramento continuo dei percorsi interni, sia al rafforzamento della prevenzione e dell’assistenza territoriale. Resta centrale il lavoro quotidiano del personale sanitario, che ringrazio in modo particolare, che opera in un contesto ad alta complessità per assicurare a ogni paziente cure appropriate, attribuendo sempre la precedenza a chi presenta il maggiore rischio clinico.
Pronto soccorso Legnano: attese infinite. L’accesso improprio è il vero nodo?
