Legnano sostenibile all’84% a Roma per ritirare la seconda bandiera dedicata

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LEGNANO – La giunta Radice tira le somme del mandato amministrativo. E comincia a farlo con il Rapporto di sostenibilità di cui Legnano si è dotata per la prima volta aderendo nel 2023 alla Rete dei Comuni sostenibili. «Non è uno spot elettorale, lo presentiamo ora perché i risultati di questo lavoro si vedono solo oggi dopo anni» si è affrettato a precisare il sindaco alla presentazione del Rapporto oggi, martedì 31 marzo (nelle foto). La prossima settimana si terrà a Roma l’assemblea nazionale della Rete dei Comuni sostenibili, dove Legnano sarà fra i 91 comuni italiani che riceveranno la bandiera della sostenibilità, come già avvenuto nel 2025.

Come spiegato da Radice, il rapporto della Rete non è finalizzato a stilare classifiche dei comuni più o meno sostenibili, ma a confrontare buone pratiche amministrative e a migliorare le performance delle singole amministrazioni locali nel raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030. «Si tratta di una base di dati solida e certa su decine di parametri nel medio e lungo periodo, per capire le ricadute della politica nel passare dalla sostenibilità predicata a quella praticata. In sostanza, il Rapporto aiuta a capire se la rotta è quella giusta, se ci sono avanzamenti o rallentamenti sotto tanti aspetti. Uno strumento utile per il politico ma anche per il tecnico, e per questo ringrazio i tecnici del Comune per il lavoro fatto in più, colto come una valida opportunità per leggere il nostro operato».

Posizione «di eccellenza» nell’ultimo Rapporto

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«Il riferimento sono le future generazioni – ha rimarcato il direttore tecnico della Rete dei Comuni sostenibili Maurizio Gazzarri, collegato da remoto – con gli aspetti ambientali, economici, sociali e istituzionali che costituiscono i pilastri dell’Agenda 2030. Solo con la consapevolezza piena del percorso intrapreso, dei risultati ottenuti e di quelli possibili in futuro si possono fare scelte politico-amministrative più incisive. Il nostro metodo di governo è pianificare con le comunità azioni coerenti, monitorarne i risultati e aggiornarle di conseguenza. Il monitoraggio ha carattere tecnico e scientifico, non politico: prendiamo dei numeri, molti, e li trasformiamo in tendenze. Farsi misurare è un atto di coraggio, perché può far emergere criticità e nessun comune arriva al 100%: l’asticella è molto alta».

Ad oggi fanno parte della Rete, nata nel 2021 e la più grande in Europa, 169 comuni italiani di ogni dimensione, collocazione geografica e colore politico, fra cui 16 capoluoghi oltre a Province, Città metropolitane e unioni di Comuni. A Legnano sono stati valutati 80 indicatori (55 quantitativi e 25 qualitativi). «La città è in una posizione di eccellenza – ha sottolineato Gazzarri – con indicatori quantitativi positivi su materie di competenza comunale nella misura del 96,4%, una delle percentuali più alte registrate, a fronte del 76% di due anni fa. Sommando gli indicatori non comunali (positivi al 65%) e quelli sovracomunali “di contesto” (83%) si ottiene una media finale pari all’84,3%. Quanto agli indicatori qualitativi, sono positivi 19 su 25 (76%, contro il 62% del 2024). E poi Legnano per noi è un buon esempio perché ha allargato di propria iniziativa le tematiche analizzate ad altri indicatori».

Bene case, rifiuti, digitalizzazione

Ma quali sono questi indicatori? Tanti e diversi: fra quelli positivi, il piano della transizione digitale, l’aggiornamento del piano di zonizzazione acustica, il pagamento delle fatture entro le scadenze, parchi accessibili a disabili, la previsione nei piani urbanistici di zero consumo di suolo, un organismo di rappresentanza giovanile, l’incremento della copertura del servizio di asilo nido, la parità di genere nella toponomastica, la conversione a led dell’illuminazione pubblica e ancora la messa a dimora di nuovi alberi, l’aumento della raccolta differenziata, la diffusione di colonnine elettriche di ricarica.

Sempre fra gli indicatori positivi, come precisato dall’assessore alla sostenibilità Luca Benetti (presente con gli assessori Pavan, Fedeli, Berna Nasca e il consigliere Brambilla) figurano la capacità di riscossione dell’Ente, i servizi digitali, i pagamenti on line, la quota di rifiuti pro capite, la disponibilità di Biblioteche comunali e l’assegnazione di alloggi comunali rispetto alle domande presentate (in quattro anni si è dimezzata la percentuale degli alloggi non assegnabili sul totale, passata dal 12% del 2021 al 6% del 2025).

Meno bene: gioco d’azzardo ed edilizia sociale

La città del Guerriero soffre invece nei seguenti settori di analisi (“eventi sentinella”): l’edilizia sociale, l’acqua erogata pro capite, la diffusione del gioco d’azzardo, il consumo di suolo avvenuto, il numero di agenti della Polizia Locale, le attività nelle scuole di educazione alimentare e lotta agli sprechi di cibo, la redazione del bilancio di genere, le comunità energetiche. Non è oggetto del Rapporto il commercio (per la mancanza di dati o la difformità fra comuni di quelli disponibili) mentre fra i 10 indicatori che saranno introdotti dal prossimo anno ci sarà la diffusione di mercati per l’acquisto di beni a km zero. «A inizio mandato – ha ricordato Benetti – “sostenibilità” era una parola chiave insieme a “rigenerazione”: questo Rapporto analizza quanto fatto per la prima. Spero che la prossima amministrazione mantenga questo metodo».

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