L’Europa, il poliziotto buono e quello cattivo

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Marco Rubio e Donald Trump, il poliziotto buono e quello cattivo

di Ivanoe Pellerin

Cari amici vicini e lontani, a Monaco si è svolto il teatrino del poliziotto buono e del poliziotto cattivo e gli europei hanno partecipato con grande entusiasmo. In sintesi i temi toccati sono stati non solo importanti ma anche determinanti circa la possibile “nuova” politica europea. Si è parlato di politiche migratorie con il nuovo patto di migrazione e asilo; di “deregulation” con il possibile taglio dei costi dell’energia che significa anche una netta revisione del Green Deal; di riarmo dell’Europa, soprattutto di Francia e Germania. Andiamo con ordine.

Mentre Frederic Merz affermava che “la lotta culturale del movimento Maga non è la nostra” alcuni giornali sottolineavano come alcuni leader europei come Starmer, Macron e lo stesso Merz siano ai minimi storici di popolarità, quindi di credibilità, presso le rispettive nazioni mentre è cresciuta l’insofferenza europea verso l’immigrazione incontrollata, la politica woke e le restrizioni green”. Prudentemente Keir Starmer ha definito gli Usa comeun alleato indispensabile“, ma ha sollecitato l’Europa a “passare da una sovra dipendenza ad una interdipendenza”.

Chi pensava ad una rissa fra l’Europa e l’America di Trump è stato deluso. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha parlato di un “nuovo equilibrio” ma soprattutto di un’unica civiltà, quella occidentale. Ha affermato che “… siamo legati l’uno all’altro dai vincoli più profondi che le nazioni possano condividere, forgiati da secoli di storia condivisa, fede cristiana, cultura, eredità, lingua, ascendenza e sacrifici che i nostri antenati hanno compiuto insieme.” Ed ancoraSe a volte non siamo d’accordo, i nostri disaccordi derivano da un profondo senso di preoccupazione per l’Europa, a cui siamo legati – non solo economicamente, non solo militarmente. Siamo legati spiritualmente e culturalmente. Vogliamo che l’Europa sia forte. Crediamo che l’Europa debba sopravvivere. In definitiva, il nostro destino è – e sarà sempre – intrecciato con il vostro.

A me queste parole che ricordano chi siamo e da dove veniamo non dispiacciono affatto. Ricordare agli occidentali ed in particolare agli europei il diritto romano, le loro radici cristiane, e le conquiste tecnologiche e poi imprenditoriali che hanno portato benessere in tutto il mondo, un po’ come afferma Rampini nel suo libro “Grazie Occidente”, mi sembra faccenda importante e giusta in questo momento di grave sbandamento delle coscienze, dove pare che nelle piazze e nella cultura contemporanea tutto l’Occidente sia sotto un processo permanente.

A me sembra che queste dichiarazioni siano più orientate ad una nuova collaborazione e ad una nuova alleanza che non come la fine della partnership transatlantica. Alcuni si domanderanno se poi Rubio porta il pensiero del presidente americano o giochi appunto al poliziotto buono di fronte a quello cattivo. Sono convinto che Rubio abbia ripetuto in modo meno ruvido e più diplomatico le stesse cose che dicono Trump e Vance. Le loro richieste all’Europa sono identiche: confini, energia, riarmo, c’è davvero tutto.

Credo che sia decisamente necessario da parte del Vecchio Continente assumersi un’altra responsabilità particolarmente negli ambiti della sicurezza e della difesa. Il tradizionale motore franco-tedesco sembra perdere qualche colpo con Macron nonostante i suoi progetti di condivisione nucleare ancora fumosi e poco credibili. Il Regno Unito sembra rientrare a pieno titolo in Europa soprattutto nella comune gestione della sicurezza (con la proposta di acquisti militari congiunti con altri Paesi Ue), in ciò concretizzando l’invito di Merz. Anche il nostro Premier Giorgia Meloni potrebbe far parte a pieno titolo di questo gruppo.

Le opportunità sono davvero tante: dalla ricostruzione dell’Ucraina ai programmi di rafforzamento e ammodernamento della difesa e della sicurezza europea. Pensiamo ad esempio ai progetti in campo spaziale o delle telecomunicazioni, così come la realizzazione dei velivoli militari di ultima generazione, volti a superare la tradizionale frammentazione dell’industria europea. A tal proposito, è sintomatico l’avvicinamento tedesco al progetto Gcap italo-anglo-giapponese per la realizzazione di un caccia di sesta generazione (viste le difficoltà del progetto portato avanti in parallelo con la Francia). L’inclusione di Berlino renderebbe il programma sicuramente più solido dal punto di vista finanziario, considerando gli ingenti investimenti in difesa annunciati nei prossimi anni.

Insomma, al di là della questione del poliziotto buono e di quello cattivo, potremmo riequilibrare il pendolo della storia a favore di noi europei, a patto di dimostrare di voler assumere maggiori responsabilità e di voler lavorare al fianco dell’alleato americano nell’ottica di obiettivi comuni ma con una diversa distribuzione dei compiti. Osservo che in questa nuova fase anche l’Italia può giocare un forte ruolo nel campo della difesa europea con un’importante industria della difesa quale è la Leonardo.

Cari amici vicini e lontani, se gli europei si convinceranno a “fare squadra” allora forse si potrà davvero guardare con maggiore ottimismo al futuro e ad un’Europa più forte, responsabile e competitiva nell’ambito delle politiche della sicurezza e della difesa. Sono convinto che debba essere svolto anche un sostegno alla nostra cultura, alle nostre tradizioni e ai nostri valori che tanto hanno contribuito alla prosperità del mondo che conosciamo. Un altro importante ambito riguarda la formazione soprattutto volta alle giovani generazioni poiché chi non conosce adeguatamente il proprio passato non comprende il presente e non può immaginare il futuro. Vorrei che tutti ricordassero che l’Occidente ha costruito ed esportato progresso in tutto il mondo e che l’Europa ne è stata una grande protagonista.

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