Liegi-Bastogne-Liegi: Seixas, attacco al regno di Pogacar. Evenepoel in agguato

liegi seixas pogacar
Paul Seixas

Che cosa sarà in grado di fare Paul Seixas? Il giovanissimo francese riuscirà a battere Tadej Pogacar e fare vacillare il re del ciclismo? È questa la grande curiosità alla vigilia della Liegi-Bastogne-Liegi in programma domenica 26.  

Seixas, 19 anni, è al secondo anno tra i pro’, ed è già l’idolo dei francesi – padroni indiscussi del ciclismo – che dai tempi di Bernard Hinault aspettano un campione come fosse il nuovo messia. Uae, Visma, Ineos e Red Bull sono pronti a coprire il ragazzo di oro. Ma anche di incenso e mirra. Squadre che sul piatto sarebbero disposte a mettere almeno otto milioni di euro a stagione, pur di ingaggiarlo. Cifra che la Decathlon, attuale squadra di Seixas, forse non sarebbe in grado di pareggiare. Per questo Oltralpe si sta scatenando il finimondo. Christian Prudhomme, direttore del Tour, e persino il presidente della repubblica Emmanuel Macron si stanno muovendo per cercare sponsor adeguati. I francesi non possono sopportare “l’onta” di vedere la loro stalle nascente firmare per un team straniero. 

Seixas in carriera ha corso solo una classica monumento (Il Lombardia 2025 chiuso al 7° posto) e ottenuto sette vittorie, tutte in questa stagione. Tra queste brillano l’Itzulia (con anche tre tappe) e la Freccia Vallone. Ed è proprio la straordinaria dimostrazione di forza di mercoledì sul Muro di Huy ad accendere la grande curiosità. Perché al di là del successo contano i numeri che nel ciclismo non sono tutto, non sono la Verità assoluta, ma aiutano molto a capire. Seixas per coprire i 1.230 metri di Huy ha impiegato 3’04”, eguagliando il record di scalata di Woods nel 2020. Nell’ultimo terribile chilometro, dove la pendenza in alcuni punti tocca il 20%, il suo tempo è stato di 2’43”, ovvero ben 12″ meno di quello impiegato lo scorso anno da Pogacar, vincitore. Il miglior tempo dello sloveno, siglato nel 2023, è invece 2’46”. 

Insomma, quelli del francese sono numeri straordinari. Ma saranno sufficienti per piegare il campione del mondo? La prima considerazione da fare è che la Freccia è di “soli” 200 km, ovvero ben 60 in meno della Liegi. E se le cotes sono sempre 11, cambia il dislivello: domenica sono un millino in più. Mica paglia. Pogacar tra l’altro sarà al via con il dente avvelenato. In questo 2026 ha fatto quattro corse e le prime tre le ha vinte (Strade Bianche, Sanremo e Fiandre) ma il secondo posto alla Roubaix dietro Van Aert (al termine di una corsa spettacolare ma anche caratterizzata da grossolani errori) brucia. 

I numeri, dicevamo. Tadej, 27 anni, ha corsa 23 classiche Monumento vincendone 12. Al via della Liegi si è presentato 6 volte e 3 le ha vinte (2021, 2024 e 2025). Mostruoso. 

E anche se Evenepoel forse non è più così di moda e non tutti considerano un fenomeno – fa troppi errori, cade spesso, ha dei limiti tecnici, non tiene sulle grandi salite… – per vincere bisognerà fare i conti anche con lui che la Liegi l’ha già messa in bacheca due volte (2022 e 2023). Remco sta benone e la vittoria di domenica scorsa all’Amstel Gold Race ne è la dimostrazione. 

Pidcock, Ciccone, Skjelmose e Schmid? Outsider. Redoute (1,6 km al 9,4%), Forges (1,3 km al 7,8%) e Roche-aux-Faucons (1,3 km all’11%) le cotes che nel finale definiranno l’ordine d’arrivo. 

Se Seixas riuscisse a vincere non sarebbe il più giovane nelle 112 edizioni. Il record resterà al belga Victor Fastre, primo nel 1909 a 18 anni e 362 giorni. Però nel caso, c’è da scommetterci, qualche menestrello comincerà con il solito disco, in stile “Alla fiera dell’est”: “E venne Remco che era più forte di Eddy… E venne Tadej che superò Remco… E venne Paul che si mangiò Tadej…”. Buonanotte. 

liegi seixas pogacar – MALPENSA24
Visited 276 times, 1 visit(s) today