LONATE POZZOLO – Sarà eseguita il 22 gennaio l’autopsia sul corpo di Adamo Massa, il 37enne di etnia Rom, domiciliato nel torinese, morto dopo essere stato ferito durante un tentativo di rapina in abitazione consumatosi mercoledì 14 gennaio a Lonate.
I due fendenti
Massa, entrato in casa con un complice per un furto, ha aggredito il padrone di casa, Jonathan Rivolta, ricercatore universitario di 33 anni, ingaggiando con lui un corpo a corpo, Rivolta, che impugnava un coltello per difendersi, lo ha ferito con due fendenti, uno più esteso l’altro più piccolo, tra il torace e l’addome. Massa è poi morto all’ospedale di Magenta dove i due complici lo hanno abbandonato durante la fuga. Oggi, venerdì 16 gennaio, il pubblico ministero Nadia Calcaterra, che coordina le indagini, ha notificato gli avvisi alle parti, Rivolta a tutt’oggi non risulta essere indagato. Gli inquirenti, per il momento, propendono per l’ipotesi della legittima difesa. Il perito medico legale giurerà il 21.
L’ospedale a 20 chilometri
Il giorno successivo sarà eseguito l’esame autoptico che dovrà stabilire le cause del decesso probabilmente vagliando anche gli effetti che la mancanza di un soccorso immediato potrebbero aver avuto sul destino del 37enne. Massa, infatti, non è stato soccorso immediatamente, i due complici lo hanno caricato in auto, un’Audi con targa clonata, percorrendo una distanza di quasi 20 chilometri presumibilmente attraverso la superstrada 336 della Malpensa che, seppur rapida, comporta comunque un viaggio di oltre 15 minuti duranti i quali Massa è rimasto senza assistenza medica. Quando i medici del Fornaroli hanno tentato di salvarlo non hanno avuto nemmeno il tempo di operarlo tanto le sue condizioni erano disperate. La famiglia Rivolta, intanto, continua a rimanere chiusa nel silenzio. Il 33enne non ha mai rilasciato dichiarazioni e, al momento, non ha nominato un legale.
