VARESE – Parla di Nino Caianiello, dell’Udc rinnovata con gli ex forzisti di Agorà e del rientro in Forza Italia di Carmine Gorrasi. Simone Longhini, segretario provinciale dei Berluscones però parla soprattutto del post referendum e di come sta reagendo il centrodestra.
«Varese in controtendenza. Dopo 11 anni di governo di centrosinistra ha vinto il Sì. Questo deve far riflettere le forze del centrodestra, ma soprattutto Davide Galimberti». Ancora: «Forza Italia è un partito in crescita e lo dimostra il fatto che abbiamo superato le 2200 tessere in tutta la provincia». Oltre al fatto che «nel 2027 si vota a Varese, Busto e Gallarate e noi avremo almeno un candidato sindaco nelle grandi città della provincia».
Simone Longhini (segretario provinciale di Forza Italia), il No vince, ma Varese e provincia sono in controtendenza. Delusione meno amara?
«Il popolo è sovrano, anche se rimango convinto che abbiamo perso l’occasione per vincere una battaglia di libertà. Detto questo, il risultato nel nostro territorio dimostra che in fase di campagna referendaria abbiamo lavorato bene, in maniera efficace e senza mai alzare i toni del dibattito».
La vittoria del No potrebbe avere ricadute politiche anche sui territori e quindi cambiare gli equilibri politici all’interno del centrodestra?
«Il dato lombardo semmai dice il contrario. I primi a riflettere sul futuro e sulla forza elettorale dovrebbero essere il centrosinistra. Anche a Varese, nonostante gli 11 anni di governo del PD, ha vinto il Sì. Fossi in Galimberti, una riflessione la farei».
Il voto di questo referendum è andato oltre gli steccati di partito, dovrebbe tenerne conto, non crede?
«Appunto. Azione e altre forze moderate che non fanno parte del centrodestra hanno sostenuto il Sì».
Una geometria politica che con le elezioni politiche muterà, quindi?
«Questo non lo posso sapere. Io dico che anche su altri temi siamo allineati e Forza Italia è un partito aperto al dialogo con chi ha idee e valori assimilabili ai nostri».
Elezioni 2026 con vista su quelle del 2027. A che punto siete?
«Siamo soddisfatti su come è stata chiusa la partita a Somma Lombardo. Tutto il centrodestra su Piero Cesera Iametti, il candidato che abbiamo sostenuto fin dall’inizio. E credo che la coalizione sarà unita anche in altre situazioni elettorali del 2026».
In vista dell’anno prossimo quando si vota in tutti i Comuni più importanti della nostra Provincia. La vera partita sarà lì, vero?
«Del resto siamo già al lavoro. Gli Stati generali del centrodestra varesino lo dimostrano. Anzi, lancio l’idea affinché vengano organizzati anche a Busto e Gallarate. Il centrodestra di Varese sta dimostrando di voler arrivare al voto con un programma costruito insieme ai cittadini. Auspico che sia così anche in altre realtà al voto il prossimo anno».
Però di candidati ancora non si parla, nonostante Attilio Fontana, proprio agli Stati generali, abbia dato una scossa in tal senso. Di nomi targati Forza Italia non ce ne sono a Varese, a Busto e nemmeno a Gallarate. Resterete a bocca asciutta anche a questo giro?
«Forza Italia avrà un candidato sindaco in una grande città. Punto. Fare nomi è prematuro».
C’è anche la stagione dei congressi di partito ad agitare Forza Italia a livello provinciale. sarà un periodo denso e complicato. Siete pronti?
«Una cosa alla volta. Prima ci sarà il congresso regionale, con la Lombardia protagonista. Quando toccherà al provinciale sarà un passaggio interessante. Il partito è cresciuto e le tessere, dato non ufficiale, hanno superato quota 2.200. Oggi Forza Italia è tornato a essere un partito attrattivo. Lo dimostrano gli iscritti, ma anche le adesioni di sindaci e amministratori, tra i quali ricordo il primo cittadino di Caronno Varesino, Maria Rosa Broggini e Massimo Palazzi di Gallarate, assessore alla Cultura durante il primo mandato Cassani. Siamo pronti».
Longhini, in Forza Italia c’è chi dice di essere pronto a “prendersi” il partito. Lei si ricandiderà per il bis da segretario provinciale?
«Da quando sono stato acclamato segretario ho lavorato con tutti per far crescere il partito e questo obiettivo mi sembra incontestabilmente raggiunto. Sul resto, quando sarà il momento, fare le valutazioni del caso. Come valuteremo se ci saranno altri candidati».
Il recente ingresso, anzi ritorno, di Carmine Gorrasi non può essere liquidato come un rientro qualunque. Il forzista di Busto ha ambizioni e idee chiare. Entrambe potrebbero “confliggere” i piani che ha in mente lei. Preoccupato?
«Carmine Gorrasi ha qualità politiche importanti, quindi ragioneremo con lui e capiremo quale potrà essere il suo ruolo e contributo per il partito».
Un’ultima domanda. Darà anche solo consigli, ma il ritorno in politica di Nino Caianiello è dato assodato. Come quello di Ciro Calemme e altri ex forzisti ora vicini all’Udc. Qual è il suo pensiero a tal proposito?
«La prima cosa che dico è che ognuno è libero di declinare le proprie idee nel contenitore politico che ritiene più opportuno. L’Udc? Per anni se ne erano perse le tracce, anche se è sempre una forza politica di centrodestra. Credo che se ne parlerà in coalizione, dopo di che, se si crea un nuovo ambito, l’Udc sarà il benvenuto nella coalizione».
