Luino, festa grande per Pellicini. Ma c’è il rebus di giunta da risolvere

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Andrea Pellicini sorridente all'arrivo in Comune a spoglio concluso

LUINO – 16 candidati, 14 in tripla cifra, 2 a un soffio dalle 200 preferenze e ben 4 che hanno superato i 200 voti nominali con Franco Compagnoni, Fdi, mister preferenze (257); i leghisti Alessandro Casali (234 voti) e Sara Amalfi (206) e Roberta Longhi di Forza Italia (210). Se a questa performance di squadra metti a capo un candidato con il profilo di Andrea Pellicini capisci il motivo per cui il Vento del Verbano non è stato un uragano annunciato, ma ha avuto sull’amministrazione uscente lo stesso effetto di un ciclone.

Ha vinto Pellicini

In questo caso non vale il dilemma del “ha perso Bianchi o ha vinto Pellicini”. In questo caso la vittoria è netta, forse più netta di quanto dica la distanza percentuale tra i due principali rivali. E vediamo le possibili ragioni. Bianchi è arrivato con il passo del maratoneta (e con gambe già gravate da un mandato complicato) a una competizione che si è giocata su una distanza di velocista. A dire il vero anche Andrea Pellicini è un politico che ama i tempi lunghi, però conosce le pieghe della politica e soprattutto ha dimostrato di conoscere i “cavalli” scegliendo gente dai garretti solidi. Aspetto sul quale Bianchi non ha potuto contare. Ma non solo.

La fame

La fame. La fatica impiegata per plasmare la lista è servita ad aumentare la fame dei candidati e del gruppo. E anche le scelte di escludere qualcuno per dare spazio, ad esempio, ai due candidati di Lombardia Ideale (De Vincenti e Guelli) ha pagato in termini di consensi personali: entrambi eletti consiglieri. Insomma, una perfetta macchina da guerra che non ha fatto sentire il “rumore dei nemici” mentre si avvicinava alla preda perché consapevole della propria micidiale forza.

Fuori i terzi, i quarti e anche i quinti

E ancora: i motori dei competitor – senza bandiera – di centrodestra hanno girati a giri bassissimi. Bene per l’esordio, ma male per il risultato in termini di peso Marco Massarenti, molto male Furio Artoni che non ha goduto del grande lavoro fatto in consiglio e in fase di costruzione del progetto e nemmeno dell’effetto Vannacci e fuori dai giochi il giovane e coraggioso Paolo Nicastri, che però ha contato più di 300 voti.

L’uomo che vede lungo

Si dice che chi va in barca sa leggere cosa si muove all’orizzonte e anche il minimo refolo di vento. E Pellicini è un marinaio d’acqua dolce. Tanto che ha messo subito in chiaro le cose: «Ho la lista più forte». Insomma sapeva. E ora si gode il successo, ma non può abbassare la guardia. È già tempo di mettere insieme la squadra di governo.

Dunque, ora vedremo se gli accordi pre elettorali all’interno della coalizione verranno rispettati alla lettera, oppure ritoccati sulla base dei risultati elettorali. Se davvero il risultato incarna ciò che vuole la gente, i luinesi hanno detto in maniera chiara chi deve fare cosa, ovvero chi deve entrare in giunta. Il Vento del Verbano però è una lista politica in cui partiti ci sono, senza mostrine ma ci sono, e ciò significa che gli ordini di squadra andranno rispettati. Anche a costo di ingoiare o far ingoiare qualche goccia di fiele a qualcuno.

Ora, se quanto sopra è vero, alla Lega, o meglio ad Alessandro Casali, andrà il vicesindaco. Un posto andrà a Forza Italia: in fase pre elettorale il nome era quello di Paolo Gobbato, ora insidiato dal numero di preferenze incassato da Roberta Longhi. Dovrebbero esserci anche Vincenzo Liardo, uomo che ha già ricevuto la benedizione del neo sindaco in tempi non sospetti: «Lui ci sarà e avrà un ruolo importante» e un ruolo potrebbe andare ad Alessandra Brignoli (fortemente voluta in lista proprio da Pellicini). Per il leghista Davide Cataldo si prospetta la presidenza del consiglio. Resta una casella nella squadra di governo. I voti dicono Sara Amalfi o Franco Compagnoni. Anzi, qualcuno dice che dovrebbe essere lui il vice di Pellicini. Chi? I maligni e pianta zizzania che già si sono messi al lavoro, Insomma quasi un Cubo di Rubik. Però Andrea Pellicini ha già dimostrato di saper risolvere rompicapo più complicati. Figurarsi ora dopo il consenso popolare.

Il nuovo consiglio

Il nuovo consiglio comunale sarà così composto: per la lista di maggioranza Vento del Verbano Franco Compagnoni, Alessandro Casali, Roberta Longhi in Taldone, Sara Amalfi, Alessandra Brignoli, Davide Cataldo, Giorgio De Vincenti, Edoardo Maria Castelli, Paolo Gobbato, Michela Guelli e Simona Ronchi. All’opposizione Enrico Bianchi, Maria Vittoria Lanella e Giuseppe Cutrì per Proposta per Luino 2026, Marco Massarenti per La nostra Luino e Furio Artoni per Stati generali del centro destra.

A Luino soffia forte il Vento del Verbano: Andrea Pellicini è di nuovo sindaco

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