LUINO – Temperature fino a 34 gradi negli uffici del terzo piano del Settore Polizia di Frontiera di Luino. È quanto denuncia il Siulp di Varese, che ha inviato una richiesta di intervento urgente al direttore della II Zona Polizia di Frontiera Lombardia, al questore di Varese, al medico competente della Polizia di Stato e al responsabile del servizio di prevenzione e protezione del Settore di Luino.
Al lavoro con 34 gradi negli uffici
Il sindacato, che interviene anche nella veste di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls), riferisce di avere ricevuto numerose segnalazioni da parte del personale, corredate da rilevazioni e documentazione fotografica che attesterebbero il raggiungimento, nelle ore più calde della giornata, di temperature interne fino a 34 gradi nei locali del terzo piano, dove hanno sede gli uffici di Polizia giudiziaria, la segreteria e l’ufficio del dirigente.
Situazione nota
«Le condizioni microclimatiche registrate in questi ambienti risultano incompatibili con lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizioni di sicurezza e benessere», afferma Paolo Macchi, segretario generale del Siulp Varese. «La situazione è nota da tempo ed è legata alla mancata attivazione dell’impianto di climatizzazione, già parzialmente installato ma non ancora messo in funzione».
Salute sui luoghi di lavoro
Nella nota il Siulp richiama le disposizioni del decreto legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e ricorda che le indicazioni tecniche di Inail prevedono specifiche misure organizzative al superamento di determinate soglie di temperatura, tra cui pause più frequenti, rimodulazione dell’attività lavorativa e altri interventi di prevenzione.
Le richieste del Siulp
Il sindacato chiede quindi un sopralluogo del medico competente, la verifica dell’eventuale aggiornamento della valutazione del rischio microclimatico e l’adozione di misure temporanee per ridurre l’esposizione del personale al caldo, come l’utilizzo di locali alternativi, la rimodulazione della permanenza negli ambienti più critici, pause in aree idonee e sistemi di schermatura solare.
Riscontro rapido da parte dell’amministrazione
«L’obiettivo è esclusivamente quello di tutelare la salute e la sicurezza del personale e garantire condizioni di lavoro conformi alla normativa vigente», conclude Macchi. «Ci aspettiamo un riscontro rapido dall’Amministrazione e il coinvolgimento del Comune di Luino per rendere finalmente operativo l’impianto di climatizzazione. In assenza di risposte concrete entro i tempi indicati saremo costretti a interessare gli organi di vigilanza competenti».
