MAGENTA – Docenti del liceo Bramante di Magenta (nella foto) contro la presenza dei Bersaglieri in classe nell’ambito della disciplina di educazione civica. Un gruppo di insegnanti ha scritto una lettera al ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara per opporsi al protocollo d’intesa firmato tra il ministero e l’Associazione nazionale Bersaglieri. Obiettivo: promuovere la conoscenza della storia risorgimentale, sostenere la conoscenza dei simboli ed elementi identificativi della Repubblica, promuovere e infondere valori come il rispetto per lo Stato e per i caduti e “l’amor di Patria”.
Tanto è bastato per far insorgere alcuni docenti, che contestano “l’appoggio ad un’associazione che si discosta fortemente da tali scopi. I Bersaglieri hanno infatti fra le loro principali finalità quella di custodire le tradizioni del Corpo ed esaltarne lo spirito come stile e concezione di vita e un decalogo valoriale che prevede obbedienza, rispetto, conoscenza assoluta delle proprie armi, ginnastica di ogni genere, sentimento della famiglia, rispetto delle leggi e onore al Capo dello Stato oltre che alla patria, fiducia in se stessi sino alla presunzione. Nella maggior parte di questi dettami noi non ci riconosciamo e non riconosciamo il senso del lavoro educativo che svolgiamo”.
Il sindaco: «Profondo legame con la città»
Solidarietà all’Associazione nazionale Bersaglieri dal sindaco Luca Del Gobbo, che definisce «inaccettabili le critiche di alcuni docenti del liceo. Mi auguro – aggiunge – che tale posizione non sia condivisa né dalla dirigenza scolastica né dalla maggioranza del corpo docente. I Bersaglieri hanno sempre partecipato attivamente alle iniziative del Comune, collaborando durante la Giornata della Memoria, il 25 Aprile e in altri contesti, portando dentro le scuole, insieme anche all’Associazione Alpini, il valore della democrazia, della libertà, della Costituzione e del rispetto. Sono valori fondamentali, che parlano ai giovani e che costituiscono le fondamenta del nostro vivere civile».
Il primo cittadino sottolinea inoltre il legame storico tra la città di Magenta e il Corpo dei Bersaglieri: «Magenta ha un legame indissolubile con la storia del Risorgimento e con i Bersaglieri. Il legame è oggi più che mai vivo, come testimonia la cittadinanza onoraria conferita qualche anno fa al 3° Reggimento Bersaglieri, erede diretto dei combattenti del 1859. Il ministero, nel voler coinvolgere queste realtà associative per far conoscere la storia del Risorgimento nelle scuole, compie un’azione più che legittima, educativa e necessaria. Il 14 settembre si terrà a Magenta il raduno regionale dei Bersaglieri: sarà l’occasione giusta per conoscere meglio la storia della nostra città e il valore di queste realtà. Invito quei docenti, prima di esprimere giudizi affrettati, a riflettere sul ruolo che possono e devono avere nella trasmissione dei valori ai giovani, che hanno bisogno di punti di riferimento veri, non di polemiche gratuite».
Lega: «Sbalorditi, piena solidarietà ai militari»
«Rimango basito e attonito – il commento odierno dell’assessore della Lega Simone Gelli cui si sono aggiunti il segretario della sezione cittadina Kevin Bonetti, il presidente del consiglio comunale Luca Aloi e il capogruppo Maurizio Baroni – Certi insegnanti a scuola si comportano come politici e non come educatori. Nella lettera si legge che il Corpo dei Bersaglieri ha valori distanti da quelli della scuola: forse chi l’ha scritta non conosce la storia dei nostri Bersaglieri che hanno versato il proprio sangue in tantissime missioni di pace all’estero come in Iraq, Bosnia, Kosovo, Libano o Somalia. I Bersaglieri, che nella nostra città sono un patrimonio di inestimabile valore e significano pace, vita, aiuto, sostegno, solidarietà, non meritano un simile trattamento e nemmeno di essere screditati nei loro valori fondanti, per una assurda e bieca presa di posizione politica.
«In un momento in cui c’è chi vorrebbe introdurre nei nostri istituti scolastici teorie gender oppure come avvenuto qualche settimana fa, un gruppo di studenti viene addirittura portato a pregare in una moschea, questa mi pare la ciliegina sulla torta. La politica stia fuori dalla scuola. Pensino gli insegnanti a educare i loro studenti e a evitare che la politica entri nelle scuole. Questo già – conclude Gelli – potrebbe essere segno di grande lungimiranza». Il deputato Fabrizio Cecchetti ha annunciato che presenterà una interrogazione parlamentare «per condannare e andare fino in fondo alla vicenda».
Fdi: «Grave attacco ideologico»
Per la deputata Paola Frassinetti, sottosegretario all’istruzione, e Stefania Bonfiglio, assessore di Fratelli d’Italia a Magenta, «le dichiarazioni di alcuni docenti del liceo Bramante sono inaccettabili e rivelano un pregiudizio ideologico che nulla ha a che fare con la scuola intesa come luogo di educazione e pluralismo. È paradossale che proprio alla vigilia della Festa della Repubblica si scelga di screditare il Corpo dei Bersaglieri, una delle espressioni più amate e rispettate della nostra storia nazionale, non solo per il valore militare, ma per la continua disponibilità a servire la popolazione nei momenti di emergenza. Infondere nei giovani valori come l’attaccamento all’Italia, il rispetto per la sua bandiera, la conoscenza della nostra storia e il senso del dovere verso la comunità è un obiettivo educativo fondamentale».
Fanno saltare e svaligiano bancomat a Magenta. Presi durante la fuga
