Malpensa, il cargo nel 2026 ha perso il 6,4%. Giù le spedizioni aeree

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MALPENSANumeri da record macinati negli ultimi sei anni non scalfiscono il primato. Malpensa resta il primo aeroporto cargo d’Italia, ma rallenta e trascina verso il basso l’intero sistema nazionale. Nei primi sette mesi del 2026 lo scalo varesino ha movimentato 413.008 tonnellate di merci, 27.110 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, con una flessione del 6,2 per cento. Un calo che pesa sull’andamento complessivo del cargo aeroportuale italiano, che tra gennaio e luglio ha chiuso a 725.707 tonnellate, in diminuzione dell’1 per cento rispetto allo scorso anno.

Malpensa sotto il 60 per cento

Il dato più significativo riguarda dunque Malpensa, che pur mantenendo saldamente la leadership nazionale vede scendere la propria quota di mercato dal 60 al 56,9 per cento. Negli ultimi dodici mesi lo scalo ha perso complessivamente tre punti percentuali.
La contrazione dello scalo varesino è tale che, senza il -6,2 per cento di Malpensa, il sistema aeroportuale italiano avrebbe chiuso i primi sette mesi dell’anno con una crescita intorno al 2,7 per cento anziché con il -1 per cento.
A compensare almeno in parte la frenata del principale hub cargo italiano è soprattutto Roma Fiumicino, che consolida il secondo posto nella graduatoria nazionale. Lo scalo romano ha movimentato 166.759 tonnellate, 10.053 in più rispetto al 2025, con una crescita del 6,4 per cento. La quota di mercato sale così dal 21,4 al 23 per cento, riducendo a poco più di un punto e mezzo il distacco da Malpensa.
Insieme, Malpensa e Fiumicino concentrano ormai il 79,9 per cento del cargo aeroportuale italiano.

Bergamo vola: +60,7 per cento

La contrazione, tuttavia, è meno marcata se si considerano le merci in senso stretto, che arretrano appena dello 0,4 per cento. A incidere maggiormente sul dato complessivo è infatti la posta, scesa del 18,1 per cento, a 20.961 tonnellate. Crescono invece le merci di superficie, che registrano un significativo +21,1 per cento.
Il progresso più evidente nella graduatoria è però quello di Bergamo, che registra un vero e proprio balzo in avanti. L’aeroporto orobico passa dalle 14.127 tonnellate del 2025 alle 22.696 dei primi sette mesi del 2026, con un incremento di 8.570 tonnellate, pari al 60,7 per cento.
Una crescita che consente a Bergamo di superare Brescia, pronta però a prendersi il traffico di Amazon Air in arrivo da Malpensa, e di salire al quinto posto nazionale, aumentando la propria quota dall’1,9 al 3,1 per cento.
Il mercato cargo italiano resta comunque fortemente concentrato: i primi dieci aeroporti movimentano il 98,24 per cento dell’intero volume nazionale.
E luglio conferma le difficoltà del comparto. Dopo il precedente -0,8 per cento, nel settimo mese dell’anno le spedizioni aeree negli aeroporti italiani hanno registrato una flessione del 2,9 per cento, con movimentazioni complessive pari a 116.277 tonnellate.
Anche in questo caso è soprattutto Malpensa a pesare sul risultato. Nel solo mese di luglio lo scalo varesino ha movimentato 63.141,4 tonnellate, chiudendo con un calo dell’8,5 per cento rispetto allo stesso mese del 2025.

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