MALPENSA – Dimissioni volontarie anticipate chieste ai lavoratori somministrati Adecco e Gi Group con la garanzia di riassunzione in estate: il sindacato Felsa Cisl denuncia il comportamento di Dnata, compagnia emiratina attiva nei servizi di assistenza a terra e a bordo.
La denuncia
«In seguito al forte calo di voli conseguente alla guerra in Medio Oriente, l’azienda ha imposto alle agenzie di chiamare i lavoratori con contratto a termine, alcuni dei quali assunti da meno di due mesi, altri occupati da quasi un anno con diversi rinnovi, per proporre loro di dimettersi volontariamente, in anticipo rispetto alla scadenza prevista, perdendo quindi anche diritto a NASPI oltre alle tutele contrattuali, in cambio della garanzia di una nuova assunzione, sempre tramite agenzia, a partire dal 1° giugno – rivela il sindacato Felsa-Cisl – una richiesta presentata come “proposta libera”, ma che chiaramente lascia poche alternative: chi vuole lavorare quest’estate, quando ci sarà il picco, deve dimettersi ora e fare due mesi senza stipendio. Il contratto diventa quindi un “premio” a chi si dimostra a totale disposizione delle esigenze aziendali, anche a discapito del proprio stipendio e dei propri diritti maturati».
Oltre i limiti
Per la Felsa-Cisl non è altro che «una pratica inaccettabile che crea un precedente preoccupante»: di qui l’invito rivolto ai lavoratori coinvolti a «confrontarsi con le organizzazioni sindacali per non rimanere soli in balia di questa logica impositoria». In Dnata infatti, segnala l’organizzazione sindacale, ci sarebbe già «un enorme ricorso a strumenti di flessibilità proprio tramite un uso massiccio della somministrazione in varie forme: contratti a termine di varie durate, contratti PT verticale, contratti staff leasing. Nelle ultime settimane ci sono state inoltre ferie imposte, riduzioni di orario, e altri interventi finalizzati a una riduzione del costo del personale in questa fase di calo che tutti comprendiamo. A tutto però c’è un limite: arrivare a chiedere le dimissioni a chi ha un contratto a termine rappresenta una soglia che non siamo disposti a superare».
«Aprire un tavolo di trattativa»
«Noi come Felsa-Cisl crediamo nella contrattazione della flessibilità e abbiamo sempre dato apertura per trovare soluzioni che consentano di governare le difficoltà aziendali, tutelando i dipendenti. Quello che Dnata e le agenzie stanno proponendo è invece la flessibilizzazione dei contratti, che possono essere modificati o addirittura interrotti in base alle situazioni contingenti, per rispondere ai bisogni aziendali», dichiara Alberto Trevisan, coordinatore territoriale della sigla. «Pur condannando con fermezza la pratica segnalata, Felsa-Cisl ritiene necessario un confronto urgente con Dnata, Gi Group e Adecco per comprendere l’impatto di questa misura e tutelare tutti i lavoratori coinvolti. Chiediamo inoltre l’attivazione immediata di un tavolo negoziale in cui discutere in maniera organica tutte le situazioni dei lavoratori somministrati e individuare strumenti di flessibilità che consentano all’azienda la gestione della crisi, senza ledere la dignità dei lavoratori coinvolti».
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