Ebola, negativi i test sui due cooperanti comaschi arrivati a Malpensa dall’Uganda

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MALPENSA – Sono risultati negativi ai test per il virus Ebola i due cooperanti italiani ricoverati all’ospedale Sacco di Milano dopo il rientro dall’Uganda con atterraggio a Malpensa  con febbre e altri sintomi. Lo ha comunicato il ministero della Salute nella tarda serata di ieri, lunedì 25 maggio.

La valutazione clinico-specialistica

“I due pazienti sono stati sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinico-specialistica nell’ambito delle attività di monitoraggio con riferimento all’epidemia di malattia da Ebola sviluppatasi nella Repubblica Democratica del Congo”, ha spiegato il ministero, che attraverso il Dipartimento della Prevenzione è in contatto con la Regione Lombardia.

Basso il rischio in Italia

Il ministero partecipa inoltre al Comitato operativo della Protezione civile per le attività di coordinamento e monitoraggio in corso e continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali “sulla base dell’evoluzione del quadro epidemiologico”. “Il rischio in Italia resta molto basso”, viene sottolineato.

Secondo le prime valutazioni cliniche, l’ipotesi più accreditata è quella di un’infezione batterica dell’apparato gastroenterico. I due pazienti sono infatti risultati negativi anche ai test per la malaria e per i principali virus respiratori monitorati.

Restano sotto osservazione

“Le condizioni cliniche dei due soggetti restano sotto osservazione da parte degli specialisti infettivologi”, ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso. “Tra le ipotesi attualmente considerate vi è quella di un’infezione batterica a carico dell’apparato gastroenterico. È stata riscontrata positività alla Shigella in entrambi i soggetti”.

Sono comunque in corso ulteriori approfondimenti microbiologici e colturali. “Al momento non sussistono elementi di allarme per la salute pubblica”, ha aggiunto Bertolaso, osservando che “se fossero state rispettate le corrette tempistiche e procedure, si sarebbe potuta evitare l’attivazione di un allarme mediatico che ha comportato un notevole dispiego di risorse”.

L’arrivo domenica a Malpensa

Dopo il rientro dall’Uganda dei due cooperanti, un uomo di 31 anni e una donna di 33, era stato attivato il protocollo sanitario per sospetti casi di Ebola in due comuni del Comasco, Lurate Caccivio e Bulgarograsso.

I due erano atterrati domenica all’aeroporto di Malpensa dopo circa tre mesi di volontariato in Uganda. Viaggiavano con altre cinque persone appartenenti a due nuclei familiari.

La donna aveva manifestato febbre alta, nausea, vomito, diarrea e lievi sintomi neurologici, mentre il 31enne presentava febbre moderata e disturbi intestinali. Entrambi erano stati trasferiti in isolamento al Sacco dai vigili del fuoco. Gli altri componenti del gruppo e alcuni contatti familiari erano stati posti in isolamento domiciliare fiduciario.

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