Malpensa, i sindaci del Cor2: «No alla nuova rotta verso Nord-Ovest»

Malpensa nuova rotta ovest

MALPENSA – I Comuni sotto le rotte di Malpensa si uniscono per chiedere alla Commissione Aeroportuale di non approvare la nuova rotta verso Nord-ovest, un’ipotesi emersa durante l’ultima riunione dello scorso 16 dicembre. Questo, in sintesi, il messaggio che i referenti del Varesotto (16 Comuni aderenti al COR2) e del Novarese (23 Comuni e la Provincia) hanno inviato ai nove colleghi sindaci del Cuv, il comitato volontario delle Amministrazioni confinanti con lo scalo aeroportuale.

No alla nuova rotta 

«Nel corso della riunione della Commissione Aeroportuale di martedì 16 dicembre 2025 – spiegano  i Comuni nella missiva diramata dal coordinatore del Cor2, il vicesindaco di Angera Milo Manica – Enac ha presentato i presunti miglioramenti derivanti dall’aggiustamento delle rotte di decollo nella zona Nord-Ovest. Non si capisce perché tale soluzione debba essere accettata dato che i problemi emersi durante la sperimentazione del 2024 rimarrebbero identici». 

Una nuova sperimentazione?

Nel 2024 infatti era stata avviata una sperimentazione di nuove rotte che si era risolta, dice Manica, «con un minor impatto per i residenti confinanti con l’aeroporto, ma un peggioramento per migliaia di persone al di fuori della prima fascia». E continua: «La normativa impone valutazioni solo per l’ambito di territorio con un rumore al di sopra dei 60 decibel di LVA, un parametro che poco rappresenta il disturbo reale arrecato alle persone. Abbiamo chiesto ai Sindaci che hanno diritto di voto in Commissione Aeroportuale di non cedere alle forzature proposte da Enac e Sea. Lo scopo della nostra iniziativa è tendere una mano ai Sindaci del Cuv, che sappiamo bene devono gestire disagi ben maggiori dei nostri, offrendoci di lavorare insieme anche al di fuori dei tavoli istituzionali consolidati. Non è pensabile che si possa accettare una nuova sperimentazione perché il disagio diminuirebbe per 26 persone a Somma Lombardo. Il territorio, bene comune di tutti noi che lo abitiamo, non può essere in vendita a basso prezzo per interesse privato». 

Ci sono anche i piemontesi

L’iniziativa è stata lanciata dal COR2 ma condivisa subito dalle altre realtà piemontesi, preoccupate di un peggioramento della situazione del rumore che in questi mesi si è consolidata. «Le ricadute avrebbero impatti sui piani di zonizzazione acustica e sarebbero in contrasto con quanto contemplato nello studio di VIA per il Masterplan aeroportuale 2035», si legge nel documento. Pertanto, «tutte le compensazioni e i monitoraggi previsti andrebbero rivalutati in particolare all’interno dell’Osservatorio Ambientale appena avviato». 

I voli all’alba 

Alla richiesta è stato allegato un documento di analisi dei voli in deroga alle prime ore del mattino (tra le 6.00 e le 6.30), che mostra come i voli siano aumentati progressivamente nel periodo estivo 2025, «per non tornare poi in inverno ai valori precedenti». Da qui, conclude Manica. «una mano tesa ai Sindaci del Cuv: allargare il confronto ai Comuni di seconda fascia significa avere il loro appoggio per studiare soluzioni alternative per cui possano beneficiarne anche i cittadini più vicini all’aeroporto. In sostanza, un invito a collaborare, creare un grande fronte comune territoriale per analizzare le questioni legate allo scalo di Malpensa e individuare insieme le soluzioni migliori».

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