Senzatetto a Malpensa, «problema irrisolto e Milano assente». Vertice in prefettura

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MALPENSA – Erano 100 i senzatetto allontanati da Malpensa il 14 febbraio, la notte del primo sgombero effettuato dalle forze dell’ordine con l’ausilio degli operatori del terzo settore. Dieci mesi dopo sono ancora «tra i 70 e gli 80». Si fa dunque più difficile il raggiungimento dell’obiettivo che puntava a risolvere in modo radicale il problema prima dell’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

Vertice dal prefetto 

Questa mattina, 9 dicembre, si è tenuto in prefettura a Varese un vertice per fare il punto con tutti gli attori già coinvolti da luglio 2024 con la sottoscrizione del “Protocollo per la gestione delle persone senza dimora presenti a Malpensa”. Sono stati evidenziati innanzitutto i passi avanti compiuti: tre donne che dormivano al T1 sono state ricoverate in strutture protette, mentre 5 persone sono state allontanate in modo definitivo. Asst Valle Olona ha confermato la validità dell’ambulatorio di primo livello allestito dentro lo scalo, mentre Regione Lombardia, collegata da remoto, ha annunciato la volontà di rifinanziare per altri due anni il progetto che vede istituzioni, imprese e mondo del Terzo settore uniti nel provare a dare una risposta univoca, ciascuno con le proprie responsabilità.

Problemi irrisolti 

Ancora lontana, però, appare l’individuazione di una soluzione sistematica e strutturale. Gli operatori hanno spiegato che i senzatetto tornano a Malpensa perché è un luogo caldo, con numerosi bagni pubblici a disposizione, giacigli sicuri in cui poter dormire e tanta solidarietà da parte del mondo aeroportuale. Ma se la stragrande maggioranza non crea problemi, al di là della criticità gestionali per il numero considerevole, tra loro ci sono anche persone violente o con disturbi psichici, come dimostrano le recenti aggressioni al personale delle pulizie. «Sea ed Enac ci hanno detto che sono alla ricerca di una struttura esterna, ma stimo parlando di un problema grossissimo», commenta al termine della seduta il presidente del Cuv, il sindaco di Arsago Claudio Montagnoli. E continua: «Sottolineo la mancanza del Comune di Milano, sempre assente quando si tratta di affrontare i problemi che crea il loro aeroporto. Noi come Comuni del territorio ce la stiamo mettendo tutta, ma non è facile. Faccio i complimenti per il lavoro fatto in questo ultimo anno e mezzo, ma le Olimpiadi sono ormai dietro l’angolo e non ho idea di come possano riuscire a trovare una soluzione in così poco tempo».

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