MALPENSA – I tabelloni di Malpensa raccontano la paura che si vive nel Golfo. Soltanto per la giornata di oggi, 2 marzo, sono 14 i voli cancellati. Non si vola a Doha, Dubai, Tel Aviv, Kuwait city, Bahrain, Jeddah, oltre che il New York di Emirates. Restano a terra anche le migliaia di passeggeri che, utilizzando gli hub delle grandi compagnie mediorientali, puntavano a raggiungere gli aeroporti dell’Asia e dell’Africa.
Calo dei passeggeri
I passeggeri sono stati avvisati per tempo, dunque in aeroporto non si registrano particolari disagi. Il traffico minore è visibile a vista d’occhio: Aeroporti Lombardi stima che soltanto nella giornata di ieri, primo marzi, Malpensa ha perso circa 7mila passeggeri, oltre il 10% in meno del traffico medio del periodo, senza contare il coinvolgimento di chi puntava a raggiungere il Medio Oriente facendo scalo negli altri scali europei.
Il rientro degli studenti
Impossibile al momento sapere quanto durerà la situazione di stallo. Wizz Air ancora oggi ha confermato che, a seguito della recente escalation della situazione di sicurezza in Iran, tutti i voli da e per l’Arabia Saudita sono stati cancellati fino al 7 marzo compreso.
Dovrebbe invece aprirsi una finestra per gli studenti bloccati a Dubai: rientreranno domani in Italia. La partenza del volo è fissata per le 7 da Abu Dhabi con arrivo previsto alle 16 a Milano Malpensa. E’ ciò che si apprende dai ragazzi e dalle loro famiglie dopo l’annuncio dato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Venti di crisi
Nel frattempo in piazzale a Malpensa restano bloccati gli aerei delle compagnie mediorientali (nella foto in alto) che non hanno fatto in tempo a tornare alla base di partenza. Era dai tempi del Covid che non soffiavano venti di crisi nel trasporto aereo, ma stavolta gli effetti della guerra in Iran potrebbero avere serie ripercussioni. Se i voli cinesi continuano a sorvolare i cieli russi (sono gli unici a poterlo fare), gli aerei diretti in Giappone, Corea, Taiwan e nel Sud est asiatico devono invece compiere una rotta ancora più lunga, spostandosi verso sud con maggiori consumi e tempi di percorrenza. Entra poi in gioco il fattore psicologico. Considerato che i missili iraniani hanno raggiunto persino Cipro, chi è diretto nella zona est del Mediterraneo, in Mar Rosso ed Egitto comincia a chiedersi: vale la pena partire? E il prezzo del petrolio, già in forte rialzo, quanto influirà sui prezzi dei biglietti?
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