Com’è quella storia del “chi si loda s’imbroda”? Ecco, non abbiamo nessuna intenzione di uscire dal seminato parlando di noi, benché, nella mattinata del 7 giugno, ci siamo ritrovati con più di duecento amici nella sede della Provincia di Varese, appunto per parlare di noi. Dei nostri progetti, delle prospettive di crescita, di sette anni di presenza sul territorio che, giorno dopo giorno, ci ha visto acquisire nuovi lettori, numeri importanti per un giornale online come Malpensa24, nato con la mission di garantire il pluralismo, la libertà d’espressione, l’affidabilità delle notizie in un contesto territoriale complicato ed eterogeneo.
Ci siamo riusciti? Bè, non tocca a noi dirlo. Di sicuro ci abbiamo provato, mettendo in campo risorse professionali ed economiche di tutto rispetto, grazie a un editore, Fabrizio Iseni, che ci ha offerto l’occasione più unica che rara in Italia di fare i giornalisti senza subire pressioni e condizionamenti. Straordinario, dovremmo scrivere. Una sfida per tutta la squadra, motivata e pressante, all’interno del panorama editoriale e giornalistico, locale e nazionale, non proprio rasserenante e rasserenato. Con un settore, quello della carta, purtroppo in declino, un altro, quello dell’informazione digitale, nel mirino dell’intelligenza artificiale, che rischia di svuotare i contenuti di una seria e corretta informazione. Già penalizzata dall’impazzimento dei social, coi quali ciascuno può diventare giornalista, meglio, pseudo giornalista, e a cui i lettori finiranno per credere senza il beneficio del dubbio.
Ecco uno dei punti cruciali dell’informazione: la verità vera, non quella del verosimile e del sentito dire, del sensazionalismo o del moralismo gratuito e falso. La verità, cifra attorno alla quale è intervenuto Ferruccio De Bortoli, una delle firme di maggior prestigio, che, intervistato da Andrea Della Bella, ha raccontato e spiegato quali sono i limiti e i pregi degli online, che hanno già preso il sopravvento e finiranno per cambiare definitivamente il modo di fare informazione. Anche se una precondizione rimane imprescindibile: la credibilità. Aspetto sul quale non si può e non si deve transigere e che differenzia in modo netto il dilettantismo dal professionismo, il velleitarismo dalle rigorose verifiche.
“Notizie col bollino blu” semplificava il direttore di un quotidiano al suo insediamento. Le notizie non sono banane (la Chiquita col bollino blu, ricordate?), ma hanno bisogno del marchio di affidabilità. Soltanto così si potrà fare, come avverte De Bortoli, della “buona informazione”. Al pari delle opinioni, anche se scontentano, suscitano malumori, procurano inimicizie tra i politici e non solo. Opinioni mai mediate dall’autocensura per non dispiacere qualcuno. “I giornalisti ci devono mettere la faccia” ha sottolineato l’ex direttore del Corriere della Sera nel suo intervento. Bene, noi di Malpensa24 ce la mettiamo, la faccia, nomi e cognomi senza il timore di incorrere in reprimende o, peggio, ritorsioni: di ominicchi dell’informazione (e della politica) è pieno il mondo.
E’ da queste premesse che nasce il progetto di allargare il nostro spazio d’azione, sconfinando in Piemonte e nel Comasco, visitando città e paesi proprio con l’intento di stringere le mani ai cittadini, ascoltando le loro istanze, registrando gioie e disagi. Un ulteriore impegno preso davanti a una platea di ospiti istituzionali, del tessuto economico e sociale, che ci hanno onorato della loro presenza per testimoniare una vicinanza straordinaria alla testata. A loro va il nostro grazie, non soltanto perché, arrivando in massa a Villa Recalcati, ci hanno convinti che la più classica delle crisi del settimo anno, almeno fino a prova contraria, a Malpensa24 è stata davvero scongiurata.
De Bortoli a Malpensa24: «La buona informazione baluardo della democrazia»
