LONATE POZZOLO – Dal suo ritorno al Parlamento europeo dopo 25 anni, a com’è cambiata l’Europa. Per poi riflettere sul percorso politico di Fratelli d’Italia, partito che Giorgia Meloni sta cercando di rendere moderno, conservatore. Per poi parlare del ruolo che potrebbe avere Forza Italia, altra realtà che conosce bene, e concludere sull’opportunità o meno di preservare la Fiamma nel simbolo di partito.
E’ un’intervista che spazia dall’Europa all’Italia quella con Mario Mantovani, rieletto proprio qualche mese all’Europarlamento con anche i voti degli elettori della provincia di Varese tra le fila di Fratelli d’Italia. Mantovani vanta una lunga esperienza politica in tutti i livelli istituzionali: da quello di sindaco, ad Arconate ha vinto per la quarta volta, a quella di assessore regionale (alla Sanità) e vice presidente nell’era Maroni. E’ stato anche Senatore.
Sull’Europa e, sull’Italia in Europa: «Oggi abbiamo un premier, Giorgia Meloni, che ha saputo diventare interlocutore affidabile e autorevole – dice Mantovani – e l’operazione Fitto (nella foto sotto insieme a Mantovani), durante la quale abbiamo condotto una dura battaglia politica, ha dimostrato che a Bruxelles può esistere una maggioranza alternativa a quella a cui ci eravamo abituati. Una maggioranza resa possibile proprio dal ruolo dell’Italia e in particolare del centrodestra italiano, che ora può cambiare alcuni paradigmi della politica economica e industriale del nostro continente e anche del nostro Paese».

E sui simboli. Di fronte alla domanda: “Mantenere o togliere la Fiamma?”, Mantovani prima la definisce “l’interrogativo dalle cento pistole”, e poi in maniera netta aggiunge: «I simboli sono importanti, ma tutti partiti li hanno cambiati nel tempo. Bisogna restare al passo della storia e seguire Giorgia Meloni che sta guardando avanti in proiezione futura e che certamente non guarda al passato».
