Grande interesse e partecipazione alla serata di Marcallo sui data center

marcalloconcasone magenta datacenter comitati

MARCALLO CON CASONE – Molti cittadini, preoccupati o desiderosi di comprendere meglio le ricadute del progetto, hanno preso parte ieri sera, venerdì 16 ottobre, nella sala polivalente San Marco di Marcallo con Casone alla serata informativa sul maxi data center previsto a Magenta (nella foto). L’evento, intitolato “Data center e innovazione: sviluppo e impatto sul territorio e i suoi abitanti”, è stato co-organizzato dal Comitato per la tutela dell’ambiente e del territorio di Marcallo con Casone e dal Comitato tutela territorio magentino.

A testimoniare come la questione dei data center sia ormai un’emergenza sentita a livello internazionale – capace di incidere profondamente sulla vita e gli equilibri delle aree in cui questi impianti vengono insediati – la significativa presenza della Tsi-Televisione della Svizzera italiana, che si sta interessando da vicino alla problematica.

Tutti i realtori intervenuti

La serata è stata introdotta e moderata da Corinna Ceriani, che ha aperto i lavori mettendo a confronto il data center di Santo Stefano Ticino con il progetto di Magenta, evidenziandone in modo netto le proporzioni o meglio, come ha sostenuto, «le enormi sproporzioni dimensionali e d’impatto». Successivamente si sono alternati gli interventi tecnici e territoriali dei relatori.

Chiara Brocchetta, vice presidente del Comitato per la tutela del territorio certosino, ha illustrato il progetto del data center previsto a Certosa di Pavia, a brevissima distanza dal celebre monastero, capolavoro rinascimentale, all’interno di un’area agricola di pregio a ridosso del centro abitato e delle storiche cascine che da secoli caratterizzano quel territorio.

Il fisico Sergio Manera, ricollegandosi al precedente incontro tenutosi a Magenta incentrato sul tema del calore, ha approfondito la questione energetica. Nel suo intervento ha spiegato come saranno alimentati questi impianti e quali imponenti strutture e infrastrutture energetiche siano necessarie per sostenere un colosso da ben 300 Mw come il data center progettato a Magenta.

Federica Brenta, medico chirurgo all’Istituto dei Tumori di Milano, ha posto l’accento sulla salute pubblica, illustrando nel dettaglio la richiesta di integrazioni avanzata dall’Istituto superiore di sanità in merito al progetto di Magenta. L’Iss ha infatti rilevato gravi carenze valutative e lacune progettuali su diversi fronti cruciali: l’impatto sulla qualità dell’aria – con particolare riferimento alle emissioni di particolato fine Pm 2,5 derivanti dai ben 141 gruppi elettrogeni a gasolio previsti per garantire la continuità elettrica –, la tutela delle risorse idriche (nello specifico l’acqua di falda e il Canale Villoresi), l’inquinamento acustico e le sue conseguenze su chi vive in prossimità dell’impianto, la necessità di uno studio approfondito sul calore generato e, non ultimo, il tema fondamentale della giustizia ambientale.

Infine Cristian Colombo, presidente del circolo di Legambiente “Massimo Scalia” di Buscate, ha tracciato un quadro dei “pattern comportamentali” adottati dalle amministrazioni comunali, analizzando le dinamiche ricorrenti utilizzate per giustificare o tenere sotto traccia l’avallo alla costruzione dei data center sui propri territori.

Prossimo appuntamento il 30 a Buscate

La registrazione integrale degli interventi della serata è disponibile on line a questo link. Il percorso di informazione e sensibilizzazione dei cittadini proseguirà con l’appuntamento fissato per venerdì 30 ottobre alle ore 20.45 a Buscate nella sala civica di piazza della Filanda. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

Rho, centinaia al corteo anti data center: «La potenza di calcolo è questa piazza»

marcalloconcasone magenta datacenter comitati – MALPENSA24