MARCHIROLO – «Sara ha vissuto poco, ma dentro gli anni che ha avuto ha saputo mettere qualcosa di prezioso: presenza, dolcezza, bontà, disponibilità e vicinanza, ma soprattutto ha messo cuore. E questo non va perduto, resta davanti a Dio e dentro di noi». Così il parroco don Mario Ziviani ha ricordato Sara Vetrano, la giovane di 16 anni scomparsa domenica 7 giugno a causa del tragico incidente stradale avvenuto a Maccagno sulla statale 394.
Il saluto di due comunità
I funerali della ragazza si sono svolti questa mattina, lunedì 15 giugno, a Marchirolo. È stata la chiesa di san Pietro ad ospitare le esequie, dopo che nella giornata di domenica è stato continuo il viavai di persone nella camera ardente allestita presso la sala comunale del teatro di Marchirolo. Sono due le comunità a piangere la giovane, che era residente nella vicina Cugliate Fabiasco, che per la giornata di oggi ha proclamato il lutto cittadino in segno di partecipazione e vicinanza alla famiglia. Il rito funebre è stato preceduto dal rosario, ed è iniziato con qualche minuto di anticipo visto che la chiesa era già piena da oltre mezz’ora. «A te che hai portato luce e amore nella vita di chi ha avuto il dono di incontrarti, ci accompagnerai per sempre col tuo amore»: queste le parole che ricordano Sara sul manifesto funebre. La giovane frequentava l’Istituto Einaudi di Varese, dove la ferita per la sua scomparsa è profonda. Solo tra pochi giorni, venerdì 19, avrebbe compiuto 17 anni.
L’omelia
«Ci troviamo qui oggi con il cuore ferito, quasi incredulo – ha detto il parroco nell’omelia – la morte di Sara lascia senza parole, una morte improvvisa e tragica arrivata dentro una catena di fatalità che appare ancor più incomprensibile. Davanti a tutto questo oggi noi piangiamo con mamma Paola, papà Giacomo, la sorella Emanuela e gli amici Marco, Nicola e Gaia con i quali Sara si trovava domenica quando è successo quel tragico evento, ma anche i tanti giovani e compagni classe e chi le ha voluto bene». Ha poi ricordato la parabola dei talenti, oggetto della lettura. «I talenti sono opportunità nella vita. Sara quei talenti li stava scoprendo e iniziava a farli circolare. Pensiamo all’indirizzo scolastico scelto e alla disponibilità come animatrice al grest. Sara ha trasformato questi talenti in bene. Lo ha fatto con la famiglia, la scuola e gli amici e con il cuginetto donandogli il suo tempo per curarlo. In queste esperienze ha avuto cura, ha mostrato premura per ciascuno».
L’invito ai giovani
«In questi giorni abbiamo visto una comunità che si è stretta intorno a Sara come avvenuto qualche anno fa per Vanessa Fino, tante persone hanno fatto sentire alla famiglia che non sono soli». In chiusura un invito ai coetanei della giovane scomparsa. «Cari ragazzi, la morte di Sara vi mette davanti a una verità dura: la vita è fragile e questo fa paura. Ma questo ci ricorda anche che la vita è preziosa e voi non siete fatti per lasciarvi spegnere dentro, siete chiamati a vivere davvero, non solo in superficie. La fragilità della vita non deve rubarvi il coraggio. Diciamo grazie a Sara per il bene seminato».
I ricordi
Al termine delle esequie i messaggi di chi ha voluto bene a Sara (nel video qui sotto), a partire dagli insegnanti della 2M e di tutto l’Istituto Einaudi. «Se sapremo guardare in alto gli occhi di Sara così pieni di luce continueranno a brillare su di noi», il messaggio dei prof. A leggerlo la dirigente scolastica Samantha Emanuele, che ha ricordato il suo sogno di diventare psicologa. «Quando ho saputo la notizia non ho dormito tutta la notte – il ricordo di una compagna – l’ultimo giorno di scuola è stato devastante. Il tuo banco vuoto mi ha fatto capire che era tutto vero. Il rientro a settembre sarà difficile, mi mancherai in ogni momento». Infine le parole della migliore amica: «Ci sapevamo consolare a vicenda: bastava uno sguardo per capirci. Non troverò mai più una persona come te. Ti vorrò per sempre bene». Presenti alle esequie anche i sindaci di Marchirolo, Cugliate, Mesenzana, Cadegliano e Maccagno, oltre alla scuola Einaudi, l’Ufficio scolastico territoriale e le forze dell’ordine. Al termine della funzione il corteo ha raggiunto il vicino cimitero. Gli amici e i compagni l’hanno ricordata con il lancio dei palloncini bianchi su cui ciascuno ha scritto il suo nome per salutare Sara.
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