ROMA – La ministra del Turismo Daniela Santanchè ha rassegnato le dimissioni con una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella quale rivendica la volontà di separare la propria decisione dalla “vicenda contingente” che ha coinvolto l’onorevole Andrea Delmastro Delle Vedove. «Non ho difficoltà a dire “obbedisco” e a fare quello che mi chiedi», scrive Santanchè, ammettendo «un po’ di amarezza» per la conclusione del suo percorso ministeriale, ma sottolineando di tenere «di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento».
Le vicende giudiziarie
Le dimissioni arrivano a oltre un anno da uno degli episodi più simbolici della sua esperienza politica recente: il 25 febbraio 2025, quando intervenne alla Camera durante la discussione della mozione di sfiducia nei suoi confronti, esibendo una borsa Hermès come emblema di una vita «esposta» e «senza paura».
Epilogo inevitabile
Nel frattempo, davanti alla sede del ministero in via di Villa Ada, a Roma, cresce l’attesa. I passanti si fermano e chiedono aggiornamenti ai cronisti: «Si è dimessa?», mentre qualcuno commenta con tono ironico: «Ammazza che resistenza».
All’interno di Fratelli d’Italia, l’epilogo viene considerato ormai inevitabile. Il deputato Giovanni Donzelli parla apertamente di dimissioni «scontate», mentre fonti parlamentari riferiscono che la decisione sarebbe già stata formalizzata, in attesa di comunicazione ufficiale al rientro della premier da Algeri.
La mozione di sfiducia
L’obiettivo della maggioranza resta evitare il passaggio parlamentare sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni. «Penso non sarà necessaria», ha dichiarato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. La discussione, calendarizzata rapidamente senza opposizioni da parte del governo, dovrebbe approdare alla Camera lunedì, proseguire al Senato martedì e concludersi con il voto mercoledì.
In un modo o nell’altro, la vicenda politica della ministra del Turismo sembra avviarsi a una conclusione dopo mesi di tensioni e polemiche.
