Mercosur bocciato in Europa, a Varese è scontro tra Lega e Confindustria

Luigi Galdabini (Confindustria Varese) e Isabella Tovaglieri (Lega)

BUSTO ARSIZIO – L’accordo UE/Mercosur mette zizzania tra la Lega e Confindustria Varese. «Il Made in Italy si difende tutto insieme» sostiene l’eurodeputata bustocca Isabella Tovaglieri, che con la Lega ha votato in Europa per bloccare l’intesa con i Paesi sudamericani, rimandandola alla Corte di Giustizia europea. A darle manforte c’è lo stato maggiore varesino del partito, con il segretario Andrea Cassani, il deputato Stefano Candiani e il consigliere regionale Emanuele Monti che ribadiscono: «La Lega è e resta il partito che difende l’industria e la manifattura, ma non a scapito dell’agricoltura». E Confindustria Varese rilancia il suo «disappunto» accusando apertamente il Carroccio: «Il Parlamento Europeo, con il voto fondamentale di chi si dice sovranista, ha deciso di tutelare gli interessi di un singolo settore contro quelli dell’economia continentale».

Lo scontro dopo il voto in Europa

«Un voto contro il Mercosur è un voto contro la nostra industria» aveva dichiarato il presidente degli Industriali varesini Luigi Galdabini alla vigilia dell’approvazione dell’accordo in Parlamento Europeo. «Il Made in Italy si difende tutto insieme, senza compromessi al ribasso – la risposta di Isabella Tovaglieri, che ha seguito la linea della Lega sullo stop al Mercosur – non si svende un pezzo alla volta, abbandonando un settore strategico per favorirne altri, perché l’economia italiana è una filiera integrata che deve essere salvaguardata nella sua interezza, con coerenza e determinazione». E se la Lega provinciale scende in campo al fianco di Isabella, rivendicando il proprio sostegno ad una «politica commerciale che sappia coniugare apertura dei mercati, competitività industriale e tutela dell’agricoltura», la frattura con gli Industriali varesini, che si dicono «preoccupati per il nostro export», si fa sempre più evidente nelle parole con cui il presidente Galdabini stigmatizza il voto dell’Europarlamento contro l’accordo di libero scambio. «Quando e se continueremo a commentare crescite del Pil dello zero virgola o un’ulteriore stagnazione della produzione industriale che dura ormai da troppo tempo e da cui dipendono migliaia di posti di lavoro, anche qui in provincia di Varese, dovremo anche avere il coraggio di guardarci indietro e individuare le giuste responsabilità». È scontro frontale, insomma.

La nota di Isabella Tovaglieri (Lega)

«Il Made in Italy si difende tutto insieme, senza compromessi al ribasso: non si svende un pezzo alla volta, abbandonando un settore strategico per favorirne altri, perché l’economia italiana è una filiera integrata che deve essere salvaguardata nella sua interezza, con coerenza e determinazione». Lo dichiara l’eurodeputata della Lega Isabella Tovaglieri in seguito al voto dell’Europarlamento che, con la decisiva presa di posizione della Lega, ha bloccato la ratifica dell’accordo UE/Mercosur. «Ora sarà la Corte di Giustizia a valutarne la compatibilità col diritto comunitario e sarà possibile intervenire per mettere nero su bianco, come abbiamo sempre chiesto, maggiori tutele per la nostra produzione, in particolare per il comparto agricolo». Una posizione, rivendica Tovaglieri, «coerente con quanto fatto in anni di lavoro in Commissione Industria a favore del nostro tessuto produttivo, a tutti i livelli. La difesa della manifattura mi sta a cuore da sempre e l’ho dimostrato con le mie battaglie contro le dannose e assurde follie green su case e automotive, promosse e sostenute anche da partiti come PD e Forza Italia, nei confronti dei quali non mi sembra di aver mai visto un simile trattamento polemico da parte degli stessi rappresentanti di categoria sul territorio. Ma tutelare l’industria non può comportare l’abbandono della nostra agricoltura. Non accetto che si buttino a mare interi settori della produzione primaria – come quello del riso, che rischia la sopravvivenza di fronte all’importazione a dazio zero dal Mercosur – e che si metta a repentaglio la nostra sicurezza alimentare per sostenere un accordo che è sbagliato nelle modalità e che va rivisto. Penso all’errore delle clausole di salvaguardia relegate fuori dal trattato e sgradite ai Paesi del Mercosur, ma anche al fatto che si sarebbero potuti perseguire intese settoriali su investimenti o materie prime critiche, o escludere prodotti agricoli sensibili come per l’accordo in fase di definizione con l’India.

Ora l’auspicio è che si possa rivedere questo accordo per renderlo più equo e più giusto per gli interessi del nostro Paese. Perché, in un momento di forti tensioni geopolitiche, indebolire il nostro settore agroalimentare significa rendere l’Italia più vulnerabile sullo scacchiere internazionale. E un’Italia più esposta alle instabilità, alla lunga, danneggia tutti, anche quei settori che nell’immediato potrebbero beneficiare dell’accordo UE/Mercosur. Un film già visto ai tempi della crisi energetica che non vorremmo si ripetesse in futuro.

Io di certo continuerò a battermi anima e corpo per la manifattura del nostro territorio, come ho sempre fatto dal primo giorno in cui ricopro il ruolo di europarlamentare e di membro della commissione Industria, e continuerò ad essere disponibile a dialogare, possibilmente di persona e non via social, con tutti coloro che rappresentano le istanze del meraviglioso territorio di cui mi onoro di fare da portavoce a Bruxelles».

La nota della Lega provinciale

La Lega di Varese, attraverso i suoi rappresentanti del territorio – Isabella Tovaglieri, europarlamentare, Andrea Cassani, sindaco di Gallarate e segretario provinciale, Stefano Candiani, parlamentare ed Emanuele Monti, consigliere regionale, – pur comprendendo le ragioni di Confindustria Varese ribadisce la propria posizione critica sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e Paesi del Mercosur, nella sua formulazione attuale.

Posizione condivisa per altro da parte della stessa maggioranza di Ursula Von Der Leyen che quest’oggi ha reputato necessario sottoporre la valutazione dell’accordo alla Corte di Giustizia Europea.

Al di là delle questioni procedurali su tale accordo, la Lega è e resta il partito che difende l’industria e la manifattura, pilastri fondamentali dell’economia italiana ed europea, che vanno sostenuti e tutelati in un contesto globale sempre più competitivo. Allo stesso tempo, riteniamo inaccettabile che lo sviluppo delle relazioni commerciali internazionali avvenga a scapito di settori altrettanto strategici come l’agricoltura e l’allevamento, già fortemente sotto pressione a causa dell’aumento dei costi di produzione, dell’eccesso di burocrazia.

L’accordo UE-Mercosur prevede l’eliminazione dei dazi su oltre il 90% dei prodotti scambiati, esponendo il mercato europeo a una liberalizzazione che rischia di colpire in modo sproporzionato il comparto agricolo, in particolare attraverso l’aumento delle quote di importazione di prodotti sensibili come carne bovina, pollame, zucchero, riso ed etanolo.

Va inoltre considerato l’impatto complessivo dell’accordo in un contesto geopolitico instabile e con un mercato interno già messo alla prova. L’effetto cumulativo di più accordi commerciali, come evidenziato anche da un’analisi della Commissione europea, rischia di accentuare la vulnerabilità di alcuni comparti strategici, senza benefici equilibrati per l’intero sistema produttivo, stimato in un misero +0,1% del PIL.

Persistono infine forti perplessità sugli standard produttivi adottati in diversi Paesi del Mercosur, dal benessere animale alla deforestazione, fino all’utilizzo di sostanze vietate da anni nell’Unione europea. Non è accettabile consentire l’ingresso nel nostro mercato di prodotti ottenuti con regole meno stringenti, penalizzando chi rispetta normative rigorose e mettendo a rischio la sicurezza dei consumatori.

La Lega continuerà a lavorare in Europa e in Italia per una politica commerciale che sappia coniugare apertura dei mercati, competitività industriale e tutela dell’agricoltura. Ribadiamo con questo il nostro appoggio al sistema produttivo provinciale e lombardo così abbiamo sempre fatto e dimostrato a livello locale, regionale, nazionale e anche in Europa.

Isabella Tovaglieri – Andrea Cassani – Stefano Candiani – Emanuele Monti

La nota di Galdabini (Confindustria)

Con disappunto e sempre più preoccupati per il nostro export prendiamo atto che il Parlamento Europeo, con il voto fondamentale anche di chi si definisce sovranista e, dunque, dovrebbe avere a cuore l’interesse generale nazionale, ha deciso a maggioranza di tutelare gli interessi di un singolo settore (che già tanto aveva ottenuto su questo, così come su altri tavoli) contro quelli, non solo dell’industria, ma dell’intera economia continentale, del resto delle imprese (anche quelle di servizi) e dei consumatori.

Con la firma degli accordi per il libero scambio con il Mercosur, l’Unione Europea era stata protagonista, per una volta, di un’azione di riposizionamento geopolitico del continente, sapendo dettare un’agenda e non dovendo inseguire e rispondere a logiche di guerra commerciale imposte da altri.

L’illusione è durata lo spazio solo di qualche giorno. Ora e nei prossimi mesi, quando e se continueremo a commentare crescite del Pil dello zero virgola o un’ulteriore stagnazione della produzione industriale che dura ormai da troppo tempo e da cui dipendono migliaia di posti di lavoro, anche qui in provincia di Varese, dovremo anche avere il coraggio di guardarci indietro e individuare le giuste responsabilità.

Da parte nostra continuiamo a sperare che nei prossimi mesi si arrivi comunque ad una ratifica dei trattati e all’entrata in vigore di una zona di libero scambio con i Paesi dell’America Latina. Augurandoci che il reale obiettivo finale del voto di quest’oggi non sia l’affondamento totale dell’accordo.

Galdabini (Confindustria): «Sì all’accordo Mercosur. L’export di Varese aumenterà»

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