La contestazione si inserisce in un clima di polemica che, anche nel 2026, torna a colpire la presenza della Brigata ebraica alle celebrazioni della Liberazione. Il Coordinamento per la pace di Milano ha diffuso una nota in cui definisce “inaccettabile” la partecipazione al corteo di bandiere riconducibili allo Stato di Israele, descritto come “terrorista, colonialista e genocida”. Nello stesso documento, il gruppo contesta il ruolo storico della Brigata ebraica, sostenendo che non abbia preso parte direttamente alla guerra partigiana ma abbia operato nelle retrovie dell’esercito britannico con obiettivi politici legati alla nascita dello Stato di Israele.
Il Coordinamento amplia quindi la propria critica al contesto internazionale, prendendo posizione contro quella che definisce la “linea guerrafondaia e di riarmo” dell’Unione Europea nei confronti della Russia e parlando del conflitto in Ucraina come di una “guerra Nato-Russia”. Nel mirino anche le politiche statunitensi e israeliane in Medio Oriente, con riferimenti alle tensioni in Iran e Libano e alle guerre degli ultimi decenni.
Il comizio parallelo
In occasione della manifestazione, il gruppo ha annunciato la formazione di uno spezzone autonomo all’interno del corteo, con parole d’ordine contro guerra, riarmo e interventi militari. Previsto anche un comizio parallelo rispetto a quello ufficiale di piazza Duomo, in programma in piazza San Fedele, con la partecipazione di esponenti politici, giornalisti, attivisti e figure del mondo culturale.
La democrazia in tempo di guerra
Le posizioni del Coordinamento si inseriscono in un percorso già avviato nei mesi precedenti. A marzo, infatti, era stato organizzato un convegno sul tema della “democrazia in tempo di guerra” alla Camera del Lavoro, con la partecipazione, tra gli altri, del docente Angelo d’Orsi, già al centro di polemiche per alcune sue dichiarazioni pubbliche e partecipazioni a eventi in Russia.
Il Coordinamento per la Pace
Fondato nel 2023, il Coordinamento per la pace di Milano riunisce diverse realtà associative e politiche, tra cui esponenti del Movimento 5 Stelle, del Partito comunista milanese e di comitati locali contro la guerra.
Resta intanto aperto il dibattito sulla presenza della Brigata ebraica alle celebrazioni del 25 Aprile. Se da un lato alcune organizzazioni, come l’Arci, ne rivendicano il ruolo nella lotta contro il nazismo e ne difendono la partecipazione al corteo, dall’altro persistono divisioni all’interno dello stesso fronte antifascista, che ogni anno si riflettono in tensioni e contestazioni lungo le strade della commemorazione.
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