Maxi frode fiscale, sequestrati quasi 2 milioni: 87 indagati tra Milano e Brescia

MILANO – Un sistema finanziario clandestino, basato su fatture false e canali bancari paralleli, è stato smantellato all’alba dalla Guardia di Finanza di Milano. L’operazione, condotta su delega della Procura del capoluogo lombardo, ha portato al sequestro di oltre 1,2 milioni di euro tra contanti, disponibilità bancarie, gioielli e orologi di lusso.

Il bilancio dell’inchiesta è significativo: 87 persone risultano denunciate, tra cui un commercialista e un consulente finanziario, e sono state eseguite 28 perquisizioni in nove società distribuite tra Milano, Brescia, Bergamo e diverse province del Nord e del Centro Italia.

L’underground banking

Al centro dell’indagine un articolato meccanismo di riciclaggio riconducibile a un gruppo di cittadini cinesi attivo tra Milano e Brescia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Primo Nucleo Operativo Metropolitano, il sistema si basava sul cosiddetto underground banking, un circuito finanziario informale utilizzato per trasferire ingenti somme di denaro al di fuori dei canali bancari ufficiali, eludendo i controlli antiriciclaggio.

Le società cartiere

Il fulcro dell’attività illecita era rappresentato dal settore dei metalli ferrosi. Il gruppo avrebbe offerto alle imprese una gamma di servizi fraudolenti, dalle fatture per operazioni inesistenti emesse tramite società “cartiere”, fino a complesse triangolazioni internazionali. I pagamenti venivano trasferiti rapidamente su conti esteri e successivamente reimmessi in Italia in forma ripulita, al netto di una commissione.

Secondo le stime degli inquirenti, il sistema avrebbe generato un volume di false fatturazioni superiore ai 115 milioni di euro, di cui circa 80 milioni trasferiti all’estero attraverso la rete clandestina.

Le accuse

All’operazione hanno partecipato circa 200 militari della Guardia di Finanza, impegnati non solo a Milano ma anche nelle province di Brescia, Bergamo, Rimini, Padova, Teramo, Treviso e Latina. Oltre al denaro contante, sono stati sottoposti a sequestro beni di valore riconducibili agli indagati, ritenuti espressione di un tenore di vita incompatibile con i redditi dichiarati.

Le accuse, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e al riciclaggio. Le indagini proseguono per l’analisi del materiale sequestrato e per definire con precisione il ruolo dei professionisti coinvolti, ritenuti elementi chiave nella strutturazione contabile del sistema illecito.

mialno brescia frode fiscale – MALPENSA24
Visited 287 times, 1 visit(s) today