Monelli solidali: il ricavato del Falò a Millepiedi e Amici del Pezzettino

VARESE – Una tradizione che si rinnova e che, ancora una volta, dimostra come la festa più amata della città sappia trasformarsi in un gesto concreto di solidarietà. Ieri sera (mercoledì 1 aprile), nella loro sede, i Monelli della Motta hanno consegnato il ricavato dell’edizione 2026 della festa di Sant’Antonio e del Falò: 4 mila euro ciascuno a due realtà del territorio, Il Millepiedi e Amici del Pezzettino, con cui hanno collaborato durante l’evento.

Falò solidale

La consegna arriva al termine di una festa che, anche quest’anno, ha richiamato migliaia di persone attorno al rito del falò in piazza della Motta, una tradizione documentata da secoli e mai interrotta, simbolo dell’identità popolare varesina. Accanto alla dimensione religiosa e folklorica, l’iniziativa ha mantenuto intatta la sua vocazione sociale: già durante la festa, infatti, il ricavato delle attività – dalle cucine alle iniziative collaterali – era stato destinato proprio alle due associazioni beneficiarie.

Il sostegno agli Amici del Pezzettino assume un valore particolare. L’associazione nasce dall’esperienza di volontariato all’interno della comunità per minori “Il Pezzettino” e si occupa di interventi di prevenzione, sostegno e cura per bambini vittime di abusi, maltrattamenti o situazioni di fragilità, oltre a promuovere attività di supporto alla genitorialità. Un impegno quotidiano che si traduce in accoglienza, cura e accompagnamento, spesso lontano dai riflettori ma centrale per il tessuto sociale cittadino.

Accanto a questa realtà, anche Il Millepiedi – attivo nel mondo dello sport inclusivo e delle attività educative – rappresenta un presidio importante di integrazione e partecipazione, capace di coinvolgere ragazzi e famiglie attraverso progetti che uniscono sport, socialità e attenzione alla persona.

Una lunga tradizione

Il gesto dei Monelli della Motta non è un episodio isolato, ma si inserisce in una storia più ampia. Fin dalle origini, legate alla tradizione popolare del falò e ai “monelli” che raccoglievano legna per la pira, il gruppo ha mantenuto uno spirito profondamente comunitario, evolvendosi nel tempo in una realtà capace di organizzare uno degli eventi più partecipati della città e, al contempo, di restituire valore al territorio.

È proprio questa continuità tra tradizione e solidarietà a rendere il Falò di Sant’Antonio qualcosa di più di una festa. A Varese, la partecipazione non si esaurisce nella piazza: diventa sostegno concreto, rete tra associazioni, attenzione ai più fragili. Un modello di comunità in cui il rito collettivo si traduce in responsabilità condivisa.

E anche quest’anno, tra il calore del fuoco e quello delle persone, il segnale è stato chiaro: la solidarietà non è un gesto occasionale, ma una tradizione che continua.

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