Musica, artigianato e sport con Lingua Comune. I cinque anni del festival a Busto

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BUSTO ARSIZIO – Al Gagarin di Busto Arsizio torna l’appuntamento annuale dedicato all’esplorazione dei linguaggi contemporanei e alla contaminazione tra culture. Da oggi, giovedì 14 maggio, a domenica 17 il circolo Arci di via Galvani si conferma, con il festival Lingua Comune, un punto di riferimento per l’aggregazione dal basso, proponendo un programma che intreccia la musica dal vivo con attività laboratoriali e momenti di riflessione collettiva.

«Non ci sono barriere tra chi suona, chi crea e chi partecipa»

Come hanno sottolineato gli organizzatori, «Lingua Comune compie cinque anni e lo fa restando fedele alla sua natura: un festival dove non ci sono barriere tra chi suona, chi crea e chi partecipa. Portiamo a Busto la musica che ci piace e le storie che ci sembra giusto raccontare, dal folk turco alla storia del punk milanese, dalla cultura palestinese del ricamo, alla valorizzazione della creatività locale convinti che la cultura sia davvero tale solo quando è condivisa, accessibile e fatta insieme».
Qui di seguito è indicato il programma della rassegna multidisciplinare (l’ingresso è riservato ai soci Arci: sarà possibile tesserarsi direttamente in loco o tramite l’app Arci mentre le prevendite per singole giornate e gli abbonamenti sono disponibili sulla piattaforma Dice) tra line-up internazionale, workshop artigianali, sport popolare e approfondimenti storici; per tutta la durata dell’evento saranno operativi cucina e bar del circolo.

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Musica

Il cuore serale del festival ospiterà artisti di rilievo della scena underground e internazionale:

  • Giovedì 14: apertura con Gionata Mirai (chitarrista de Il Teatro degli Orrori) che presenta il suo viscerale progetto solista “Primitivo”.
  • Venerdì 15: una serata dedicata ai ritmi ibridi con l’electro-noise pop di Camilla Sparksss (Peter Kernel) e il “samba industrial” dei Caveiras.
  • Sabato 16: spazio alle sonorità dance-punk dei Big Mountain County, anticipati dal live set elettronico di Bad Honko (Appaloosa, Peter Kernel).
  • Domenica 17: chiusura internazionale con il folk psichedelico anatolico di Umut Adan & Zebânis, un ponte sonoro tra Istanbul e l’Italia.

Workshop, sport e memoria storica

Il festival vive anche di pomeriggio con una serie di appuntamenti multidisciplinari aperti alla partecipazione attiva:

Sabato 16 (dalle 16): pomeriggio tra gioco e movimento con la sessione di giochi da tavolo di Homo Ludens e l’allenamento aperto di pugilato popolare. Alle 18 focus sull’arte del Tatreez (ricamo tradizionale palestinese) con un workshop e mostra a cura di Nur Dasoki.

Domenica 17 (dalle 16): spazio all’autoproduzione con la Suburban Fair (fiera dell’artigianato e dell’illustrazione) e il workshop di serigrafia con L.A.K. Seripatik Lab, dove sarà possibile personalizzare i propri capi con l’iconica grafica del circolo.

L’approfondimento: durante i quattro giorni sarà allestita la mostra “Virus 1982-1989”, dedicata alla storica esperienza anarco-punk milanese e alla storia della controcultura dal basso. Il tema verrà approfondito domenica alle 21 in un talk con Marco Teatro e Simone Tosoni.

A Busto il Gagarin compie dieci anni e festeggia con un mese di eventi

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