LUINO – Ogni viaggio inizia con un passo in avanti. Il primo metro di un percorso politico, che dovrebbe decidere l’unità del centrodestra alle prossime amministrative, forse è stato fatto. Non si sa se sia stato più voluto o casuale. E neppure se seguiranno altri passi. Ma c’è stato.
Chiacchiere e foto
Intanto però registriamo il primo contatto tra Andrea Pellicini, ex primo cittadino, deputato e presidente provinciale di Fratelli d’Italia, ma anche possibilissimo candidato sindaco della coalizione e Furio Artoni, avvocato (come Pellicini), ufficialmente civico con ufficiose – per ora – frequentazioni vannacciane, l’uomo che ha organizzato gli Stati Generali del centrodestra – senza i partiti del centrodestra – e che da mesi muove le acque politiche in questa metà campo.
Ovvio, anche Furio Artoni ha ambizioni da leader di coalizione, ma con la benedizione – così si dice – dei vertici romani e il curriculum politico e amministrativo, il favorito a guidare il centrodestra luinese è proprio Andrea Pellicini. Negli ambienti, infatti, si dice che l’ex sindaco ha incassato il benestare per la sua candidatura, sia da Giorgia Meloni, sia da Matteo Salvini, con l’obiettivo di riportare il centrodestra alla guida della città, ma anche di ricucire le ferite che ne hanno causato la sconfitta cinque anni fa.
Unità possibile?
Difficile, ma non impossibile. Anche perché fino all’altra sera, quando Furio Artoni e Andrea Pellicini si sono parlati e fatti fotografare alla cena della Croce Rossa di Luino, i partiti del centrodestra stavano ragionando senza “le anime civiche”. E lo stesso Artoni, che più volte ha fatto appello all’unità, ha provato in tutte le salse a portare i segretari cittadini nel campo civico. Senza riuscirci. La cena della Cri però ha avuto l’effetto del campo neutro. favorendo il primo scambio di battute. Il tempo non manca ma stringe. Vedremo se ci sarà un seguito.
