«La grotta votiva della Madonna non è in regola». Comune contro Parrocchia a Nerviano

Madonna votiva

NERVIANO – Per il Comune, quella grotta votiva non è a norma: il manufatto nell’oratorio di Sant’Ilario a Nerviano (nella foto) è stato spostato abusivamente. Fatto che, a quanto risulta, risale a parecchi anni fa, ma che è stato accertato solo durante un controllo effettuato lo scorso giugno dalla Polizia locale e dal personale dell’ufficio tecnico comunale. L’accertamento amministrativo di quello che viene indicato come un abusivismo edilizio sarebbe scaturito da un esposto.

Il parroco e legale rappresentante della Parrocchia, don Daniele Gandini, ha detto a MilanoToday, che ha sollevato il caso, di essere «al lavoro con i nostri tecnici» per rimediare alla scorrettezza, mentre il sindaco Daniela Colombo ha riferito di non avere aggiornamenti dopo il controllo effettuato prima dell’estate.

Lega: «Coniugare la legalità con il buon senso»

In tempi di campagna elettorale – a Nerviano l’anno prossimo si voterà per il rinnovo dell’amministrazione comunale – una questione simile accende le polveri della polemica politica. La prima a intervenire oggi, mercoledì 14 ottobre, è la Lega, che ha presentato una interpellanza in consiglio comunale e annunciato un accesso agli atti per fare chiarezza.

«È fondamentale premettere che la legge e le normative vigenti sono uguali per tutti – commentano il gruppo consiliare e la sezione Lega di Nerviano – Tuttavia, proprio all’interno della cornice normativa, in situazioni di questa natura che toccano da vicino la sensibilità locale e l’identità storica di una frazione da oltre 25 anni, riteniamo che la strada maestra debba coniugare la legalità con il buon senso, l’ascolto istituzionale e il dialogo preventivo, prediligendo il confronto anziché l’immediato avvio di un procedimento sanzionatorio. Senza entrare nel merito di valutazioni tecniche e urbanistiche che formano oggetto di approfondimento e verifica nelle sedi competenti, l’obiettivo prioritario del nostro gruppo resta quello di fare immediata chiarezza sui fatti e di favorire una rapida e serena risoluzione della vicenda. A tal fine – concludono i salviniani – chiediamo a sindaco e giunta sulla base di quali presupposti normativi l’Ente non consideri l’opera come edilizia libera e se si intenda sospendere i provvedimenti e aprire un tavolo di confronto con la Parrocchia per risolvere bonariamente la situazione».

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