Ninna Quario: “mia figlia Federica Brignone mi ha salvato dalla bulimia”

Ninna Quario Brignone Panathlon
Ninna Quario ospite del Panathlon La Malpensa - foto di Filippo Kult D'Angelo

LEGNANO – Un racconto intimo quello che ha fatto Maria Rosaria Quario (per tutti Ninna) al Castello Visconteo. Un evento organizzato dal comune di Legnano e dal Panathlon Club La Malpensa del presidente Sergio La Torre che ha radunato tantissime persone da tutto il nord Italia, tra cui i giornalisti ed amici Carlo Vanzini e Claudio Gregori. Spazio alle confessioni dell’ex componente della Valanga Rosa stuzzicata da Roberto Della Torre, già vice direttore di Sciare Magazine. Le imprese sportive della figlia Federica Brignone in una sorta di slalom parallelo (“ma lei non ha mai vinto una gara di slalom”), le debolezze personali (“Federica mi ha salvato dalla bulimia”), il dolore (il coma e la morte del compagno e amico Leonardo David), il momento difficile dopo il grave infortunio (“Federica ha seriamente rischiato l’amputazione della gamba”). L’azzurra tornerà a gareggiare? Tornerà per le Olimpiadi di Milano-Cortina? “Per ora non ho risposte”. Le vite di due campionesse raccontate nel libro “Due Vite”, subito andato a ruba. Oltre 130 copie vendute in un amen.

Il libro “Due Vite”

Quello scritto da Ninna Quario è un libro che si apre e si chiude il 3 aprile 2025, giorno del gravissimo infortunio occorso alla figlia Federica Brignone in Val di Fassa. Una delle dieci sciatrici più forti di tutti i tempi a livello internazionale. Nel libro c’è tanto di Maria Rosaria, per tutti Ninna. E’ una biografia della Brignone, ma soprattutto una autobiografia di sé stessa. Campionessa della “Valanga Rosa” negli anni ’70 e’80, poi giornalista sportiva e mamma di due sportivi (Federica e Davide).

L’affetto della gente

Quasi 200 persone arrivate dal nord Italia per salutare Ninna. Stefano Steu Dalmasso (storico allenatore all’epoca della “Valanga Rosa”), ex compagni di scuola, atleti della sua epoca, giornalisti, amici. Tutti per la presentazione del libro “Due Vite”.

La rivelazione: “soffrivo di bulimia”

Nel libro spazio anche a una rivelazione shock. “Ho sofferto di una crisi di bulimia quando ho smesso di fare l’atleta. Sono subito diventata giornalista, però non è facile cambiare vita. Mangiavo in maniera incontrollata e vomitavo. In continuazione. Poi quando ero in attesa di Federica ho smesso. Ho deciso che non avrei più vomitato. E così è stato”.

La campionessa Ninna Quario

Tantissime le differenze tra lo sci di allora e quello di oggi. Il materiale tecnico, le piste, il contatto con i tifosi (“non c’erano le transenne che dividevano il pubblico dagli sciatori), gli sponsor. E ancora, l’amicizia con Claudia Giordani (“milanese come me, il faro dello sci femminile italiano, un grande esempio”), la rivalità con Daniela Zini. Ad oggi Ninna Quario è l’atleta che ha vinto più slalom femminili in Italia. Alla figlia Federica Brignone manca un successo proprio nello speciale per fare en plein in tutte le specialità.

Federica, “la figlia di Ninna”

Quando la figlia ha incominciato a gareggiare per tutti era la “figlia di Ninna”. “Adesso io sono diventata la mamma di Federica”. Il palmares non lascia dubbi: 37 vittorie in Coppa del Mondo per Federica; 4 successi (e 15 podi) per Ninna. Eppure entrambe grandissime campionesse delle loro epoche.

Gli esordi e la rinascita di Federica

Federica era tutt’altro che una predestinata. Così mamma Ninna. “Fino ai 20 anni ha gareggiato giocando. Aveva una palese carenza di autostima. Nel circuito minore non era mai emersa. E’ esplosa nelle gare di Coppa del Mondo. Prima medaglia d’oro a 25 anni, l’età in cui io mi sono ritirata, nel gigante di Solden del 2015”. E ancora. “Ha avuto un momento di crisi, poi suo fratello Davide l’ha affiancata come allenatore e le ha dato qualcosa in più. Una scelta contrastata dalla federazione, a difesa della quale ho fatto la voce grossa e mi sono imposta. Prima e unica volta. Nel 2017 la vittoria della svolta a Kronplatz”.

Una gamba a rischio amputazione

Il 3 aprile 2025 in Val di Fassa il crack. Un infortunio gravissimo, l’intervento del professor Accetta (nomen omen) e la paura. Oggi Ninna Quario può rivelarlo. “Federica ha seriamente rischiato l’amputazione della gamba”. Confessione da brividi.

Amori e dolori

La vita della Quario è di quelle intense, come quella di sua mamma (“era l’uomo di famiglia”). Il matrimonio e il divorzio con Daniele Brignone, due figli sportivi, qualche amorazzo qua e là (copyright di Roberto Della Torre). La voglia di essere indipendente. Sempre. La scelta di fare la mamma. E qualche dolore. Il più grande? Leonardo David. “Eravamo amici, è caduto a Lake Placid ma aveva già picchiato la testa a Cortina. A 19 anni era fortissimo tanto da battere un mostro sacro come Ingemar Stenmark”. Poi il buio. “E’ stato in coma per 6 anni. Andavo a trovarlo in ospedale. E’ morto senza mai risvegliarsi. Un dolore grandissimo che mi ha aperto gli occhi sulla vita”.

Federica Brignone tornerà?

Solitamente in cauda venenum. Ma in questo caso no. Piuttosto speranza. La domanda che si fa tutto il mondo: Federica Brignone tornerà? “Dal 14 aprile lavora 7 ore al giorno al JMedical. I medici dicevano che ci avrebbe impiegato 10 mesi solo per tornare a camminare. Oggi (ieri, venerdì 14 novembre) ha spinto 100 chili con la pressa. Un miracolo. Abbiamo rinviato il ritorno sugli sci. Per ora sta andando tutto in maniera miracolosa. Tornerà? Davide dice che quando sarà sulla neve tutto diventerà automatico. Ma per ora non ho risposte”.

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