VARESE – «La pace non è un concetto astratto ma che si costruisce quotidianamente. Vi ringrazio per una così grande partecipazione, che dimostra quanto bisogno di pace ci sia in un momento come questo. Speriamo che l’evento di oggi, che conferma Varese come un punto di riferimento per la solidarietà, diventi una tradizione: non si ferma qui, è solo l’inizio». Così il sindaco Davide Galimberti e Helin Yildiz, consigliere comunale e promotrice hanno fatto gli onori di casa ieri, domenica 29 marzo, al Salone Estense in occasione della seconda edizione del Concerto per la Pace, evento a ingresso gratuito con offerta libera per aiutare l’associazione Medici Senza Frontiere, rappresentata dalla vicepresidente nazionale Elda Baggio. Tra i tanti spettatori che hanno riempito lo spazio di Palazzo Estense c’erano il prefetto Salvatore Pasquariello, il consigliere di Regione Lombardia Samuele Astuti, il comandante provinciale dei carabinieri Marco Gagliardo, monsignor Gabriele Gioia, gli assessori Enzo Laforgia, Roberto Molinari e Andrea Civati.
Riportare l’umanità al centro
Il Concerto per la pace, che ha visto Stefano Nigro dirigere i componenti della Società Cameristica Minium, nasce dalla sinergia di tre elementi: l’amministrazione comunale di Varese, la musica di qualità e la dimensione solidale. «L’orgoglio – ha dichiarato Galimberti – è di collaborare con Medici Senza Frontiere per un’occasione che contribuirà a farli conoscere ancora di più. Ora viviamo in un momento così instabile, in cui le nostre certezze vengono messe a dura prova: l’associazione invece riporta al centro l’umanità. Bisogna cercare di creare una spazio per una condivisione in tal senso e riconoscerci collettivamente come umani. In realtà l’obiettivo sarebbe riuscire a non andare più a un evento come questo, per trovarci ad ascoltare buona musica sotto un altro manifesto. Un fatto come ciò che è avvenuto oggi a Gerusalemme, dove hanno negato al cardinale Pizzaballa l’accesso al Santo Sepolcro, è certamente un segnale preoccupante. Mentre sono tanti i messaggi di pace che arrivano da più parti del mondo: il merito per questo concerto, e iniziativa culturale, va a Yildiz».
Oltre 20 milioni di rifugiati nel mondo
A dare un senso più profondo all’appuntamento è stata Baggio, presente con i volontari di Milano e di Varese: «L’associazione Medici Senza Frontiere è nata nel 1971 e opera in 75 Paesi del mondo. Viene sovvenzionata da più di 7 milioni di donatori privati mentre non accettiamo finanziamenti da istituzioni, perché non possa essere condizionato ciò che stiamo facendo». La vicepresidente, sottolineando quanto un mondo in pace garantisca il diritto alla salute, considerato inalienabile dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del 1948, ha citato l’ultimo rapporto di Unhcr: «Riporta che, a fronte della riduzione dei fondi Onu a loro disposizione, i rifugiati nel mondo superano i 20 milioni: l’aiuto di tutti è fondamentale. Ci siamo commossi per l’Ucraina perché avevano la pelle chiara ma la guerra c’è anche per chi ce l’ha nera. Cambia solo il colore; tutti, però, abbiamo la stessa genetica».
Il confine non esiste
Ad accompagnare come solista la Società Cameristica Minium, di undici elementi, c’era Danilo Rossi, storica prima viola della Scala di Milano: «Andare a Varese a esibirmi per dei leghisti? Se me l’avessero proposto avrei detto di no – ha raccontato dopo un cambio d’abito, indossando la t-shirt di Medici Senza Frontiere con scritto “il confine non esiste” – come volevo fare l’anno scorso. Ma poi vi ho conosciuti. E quando mi è stato chiesto di nuovo quest’anno, ho risposto: “Ci vado con grande gioia”». A inaugurare l’ensemble sono stati un’ouverture di Beethoven, una sonata dello Schubert più intimista e due brani autografi di Nigro, di cui una rapsodia su un tema di Bach «con più variazioni: un giro per il mondo tra le danze della tradizione classica e popolare. Un grazie va a questi bravissimi musicisti – queste le parole del direttore d’orchestra e compositore – perché la nostra musica, una via di mezzo tra quella sinfonica e da camera, non è facile: non puoi nasconderti dietro al leggio ma devi suonare veramente».
Concerto per la pace il 29 marzo a Varese. Il ricavato andrà a Medici senza frontiere
