Venticinque Aprile a Novara: c’è anche “Bella Ciao” nella lingua dei segni

Novara 25aprile manifestazione Broletto
I bambini del CoroLis cantano "Bella Ciao" nella lingua dei segni

NOVARA – Venticinque aprile secondo tradizione. E molto lontano dalle tensioni e dalle polemiche dello scorso anno, quando un intervento “fuori dalle righe” del rappresentante della Provincia, Mauro Gigantino (allora di Fratelli d’Italia, oggi protagonista della scissione di Alleanza Novarese) aveva scatenato una dura contestazione.

L’omaggio al monumento ai caduti

La giornata si è aperta come di consueto con l’omaggio al monumento ai caduti in viale IV novembre, nel parco dell’Allea. Da lì il corteo animato dalla banda comunale di Confienza, ha attraversato il centro città per approdare in Duomo, dove è stata celebrata la Messa.

Il cuore della celebrazione è stato ancora una volta la cerimonia al Broletto, con la deposizione delle corone d’alloro alla lapide che ricorda i nomi di tutti i caduti partigiani di Novara. Il cortile dell’antico palazzo comunale era affollato di persone di tutte le età.

Gli interventi ufficiali al Broletto

Sono seguiti i saluti ufficiali. Per la Provincia è intervenuto il consigliere Pietro Palmieri  che ha sottolineato come «il 25 aprile gli italiani hanno scelto da che parte stare e noi oggi siamo qui a ricordare chi siamo e chi non vogliamo più essere».

Il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, ha centrato il suo discorso sula valore della partecipazione. «La libertà – ha detto tra l’altro – si può perdere anche per stanchezza e disaffezione, magari accusando la politica di essere tutta uguale. Da qui nascono i tassi di astensionismo sempre crescenti»-

«La Resistenza – ha aggiunto – è stata una scelta di responsabilità collettiva. E per noi oggi coltivarne il valore significa coltivare l’impegno e la partecipazione come elemento fondamentale di difesa della Repubblica».

L’orazione della storica Insovibile

L’orazione ufficiale è stata affidata a Isabella Insolvibile, storica della Resistenza e della lotta di Liberazione. Un discorso ampio e approfondito il suo, che ha guardato anzitutto alla cornice generale dentro la quale gli eventi del 1945 sono inscritti («una lotta di liberazione nazionale, dal profilo plurale; ma anche una guerra civile perché ci furono una parte di italiani che combatterono al fianco delle forze di occupazione naziste»).

Ma che si è soffermato  anche in modo emozionante sul lato umano della vicenda storica. Sono state ricordate, attraverso la lettura di brani delle lettere scritte alle famiglie, le figure di alcuni giovani partigiani del territorio morti per mano dei nazifascisti. «Perché la Resistenza – ha concluso – è stata un fenomeno umano, fatta di carne e ossa».

“Bella ciao” nella lingua dei segni

La cerimonia è terminata con un momento diventato ormai una tradizione: l’inno nazionale e “Bella Ciao” eseguiti nella lingua italiana dei segni dai bambini del CoroLis, diretto da Stefania Natalicchio. Un momento di grande simpatia che ha strappato applausi prolungati,

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