Amministratori condominiali infedeli: a Novara il caso scuote l’opinione pubblica

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NOVARA – Amministratori di condominio “infedeli”, gestioni disordinate con mancati pagamenti di bollette, inquilini costretti a sborsare quote aggiuntive per le spese non pagate da alcuni condomini, addirittura riscaldamenti spenti come “ritorsione” da parte di fornitori per le fatture inevase.

A Novara fa discutere il problema della cattiva gestione dei condomini, messo in luce da alcuni casi arrivati all’attenzione della magistratura, ma che sembra rivelare un “sommerso” più diffuso di quanto non sembra, pur in presenza di una larga maggioranza di professionisti impeccabili analogamente a quanto accade anche in altre province vicine.

L’ultimo caso: contestato un “buco” da quasi mezzo milione

L’ultimo episodio “esploso”  è quello di una coppia di amministratori, marito e moglie, a cui viene contestato un buco da mezzo milione di euro in 17 palazzi gestiti dal loro studio tecnico.

Per i due – Marco Mottini e la moglie Elena Bionaz – l’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica, mossa dalle denunce di alcuni residenti di uno degli stabili da loro amministrati, si è chiusa con l’ipotesi di reato di appropriazione indebita per una somma complessiva vicina ai 440 mila euro.

Udienza preliminare al via il prossimo 6 novembre

La vicenda – che dovrebbe arrivare in aula per l’udienza preliminare il 6 novembre (ma la data potrebbe slittare perché l’attuale difensore dei due amministratori, avvocato Vittorio Cocito, ha dismesso il mandato)  – è complessa, ma ripropone un cliché già visto: bollette del gas non pagate, lavori e servizi non saldati e movimenti di denaro non chiari dai conti correnti condominiali. Dalle carte dell’indagine risultano peraltro anche 70.000 euro restituiti dalla coppia negli anni tra il 2018 e il 2024.

Mottini, 60 anni, è una persona nota in città. In passato è stato presidente dell’Automobile Club Novara, ed è un grande appassionato di auto d’epoca.

Altro amministratore condannato a 18 mesi

E sempre in questi giorni è andato a sentenza il processo con rito abbreviato a carico di un altro professionista del settore condannato a un anno e mezzo di reclusione e a 1.200 euro di multa, per appropriazione indebita aggravata dall’abuso di prestazione d’opera: oltre 22 mila euro relativi a due stabili nella zona nord del capoluogo. Uno dei quali, costituitosi parte civile ha ottenuto un risarcimento del danno.

Il precedente più celebre risale a oltre 10 anni fa

Il precedente più celebre, che per anni ha riempito le cronache, risale a oltre dieci anni fa, all’inverno del 2014: diciassette condomini, con oltre 400 inquilini tra cui bambini e anziani, erano rimasti senza riscaldamento per morosità. I contatori erano stati piombati perché l’amministratore, il geometra Stefano Albeltaro, non aveva pagato le bollette. Il processo – che non è l’unico a carico del tecnico attualmente trasferitosi in Valle d’Aosta nei guai anche per una vicenda di evasione fiscale – è arrivato alla conclusione in Cassazione. Gli ermellini hanno confermato la condanna a 3 anni e 2 mesi comminata nel processo d’appello nel 2020.

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